sabato 25 giugno 2011

l'importanza dell'aggettivo

balena
balena bianca
balena bianca innamorata

martedì 31 maggio 2011

carriere della sera

tracey emin 

trovi quello che cerchi. e tanto prima o poi lo capisci. il mio difetto in questo tipo di occupazione vitale è che sovrastimo, esponendomi così a delusioni che mi creano imbarazzo. ma in fondo si tratta solo e sempre della mia geometria, roba che studio da anni formulando teoremi e progettando castelli fighissimi in cui un giorno andrò a vivere. nel frattempo mister p mi ha invitata a cena e io ho pensato di finire il post con tre verbi ambigui che mi dilettano:
errare;
navigare;
contar.

sabato 21 maggio 2011

Coppia di fatti - 1

- ahahahahah!
- ahahahahah!
- ahahahahah!
- ahahahahah!

venerdì 15 aprile 2011

e sul tema del flirt, eccessivo fu il sax


il menefreghismo devi servirmelo freddo baby, altrimenti non funziona. e anche se posso bermi qualsiasi cosa, prendi nota: preferisco due guinness extra stout senza show.  

mercoledì 13 aprile 2011

call bill vol. 1

y decirte niña hermosa.
ultima immagine kill bill 2: notare la faccia.



l'effetto della droga è svanito e beatrix ha appena realizzato che è rimasta sola con la bambina: niente più giochetti con lucy liu, addio yakuza e addio tuta gialla, katana e pistole. 
tutto va bene nella giungla. 
è terribile, il massimo del pulp. 
ancora un attimo di silenzio. 
la paranoia cresce. 
la bambina sorride. che cazzo avrà da sorridere, si chiede beatrix. 
respira. 
ancora. 
e ancora. 
meiko kaji inizia a cantare tarekarerè, icini tamakò e robe così. 
beatrix caccia un urlo:
BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIILLLLLLLLLLLLLLLLLL!


venerdì 8 aprile 2011

a serious girl

questo è quanto: del paradosso del gatto non gliene frega un cazzo a nessuno.
e quindi il gatto non esiste.

sabato 26 marzo 2011

i suonatori di autoharp sono quelli che suonano l'autoharp


i cantanti non si pagano. cioè. non è giusto pagarli. a me capita per esempio di ascoltare una canzone e pensare meglio*. e allora mi dico: questa canzone l'avrei dovuta pagare perché qualcuno ci ha lavorato e io ne sto traendo un beneficio. 
però.
quando ascolto una canzone che mi fa pensare peggio***, non mi dico: meno male che non l'ho pagata. ovvero, non elaboro un senso di rivalsa verso qualcuno che ci ha lavorato. quindi, ritenendo ingiusto questo stato di cose che crea uno scompenso sempre a favore del cantante, io mi sento legittimata a non pagare la musica. è dunque colpa della struttura mentale che sta dietro il mio personale giudizio emotivo ed estetico se il mercato discografico per sopravvivere deve vendere droga. o cose molto simili. 
preciso: per effetto della distribuzione conservativa delle qualità artistiche nel mondo - da me teorizzata in questo istante - l'entità del risarcimento supererebbe sempre quella del guadagno.


* inteso in senso sintetico assoluto. ok ok, non so se esiste il senso sintetico assoluto, ma era per dire che quando scrivo pensare meglio mi riferisco anche a tutte le volte che ho scopato** grazie alla musica, come soggetto attivo e passivo (inteso in senso sintetico assoluto o ssa).
** inteso in ssa.
*** credo tu abbia capito.

martedì 22 marzo 2011

the king of limbs

è bello quando dici che le persone che vogliono l'attenzione di tutti sono quelle che poi se la prendono, tipo madonna. sono d'accordo.

carrie: amore, chi ti ha detto che vuoi l'attenzione di tutti questa volta?
io: bah, nessuno, dicevo così ...
carrie: dimmelo.
io: due o tre persone, ma non …
carrie: che noia amore, non frequentare certa gente! 

e poi, pensandoci, in un post precedente mi sono dimenticata di scrivere che quando un uomo ti da della puttana è perché si sente in debito e si eccita per questo. mentre tu ti ecciti perché in fondo lo sei: puttana, certo, ma anche perché pensi:  questo coglione non vorrà pagarmi per una cosa che sto facendo gratis?? 

carrie: amore, chi ti ha detto che sei una puttana?
io: bah, nessuno, dicevo così ...
carrie: dimmelo.
io: due o tre persone, ma non …
carrie: ma chi cazzo stai frequentando?? 

due o tre persone: noi. ok, ci leviamo dai coglioni. ciao.

comunque, 
mesi fa ho conosciuto uno che ieri l'altro mi ha detto: voglio mantenere un certo grado di distacco. e io gli ho detto: ci mancherebbe altro.

- gli hai detto proprio così, ci mancherebbe altro?
- sì.
- e lui ha proprio detto grado di distacco?
- sì.
- e quanto ci hai messo a scopartelo?
- con un certo grado di distacco? sempre troppo tempo amore, sempre troppo tempo! qua sintetizzo per fare la figa.
- certo. e questa mania dei due punti?
- ho riletto hemingway.
- ah beh.
- e tu?
- io mi sto annoiando, mi fa schifo tutto. andiamocene amore, qua non c'è niente, non c'è nessuno, non c'è vita, non c'è gente figa, non ci sono spettacoli, non c'è nemmeno musica!
- cazzo amore, e dai, ti stai sempre lamentando, mi sembri i radiohead!
- chi??
- ...

giovedì 10 marzo 2011

e sono i giorni in cui ho dormito almeno sette ore



tra me e te avanzavano già due persone, perché aggiungerne un'altra? potresti pure rispondermi che tutto è lecito nell'illecito, certo.  o che, come ti dissi una volta, la promiscuità è solo una delle tante caratteristiche umane con l'accento sulla a. ma la cosa migliore che puoi fare è stare in silenzio, così come so che farai. mentre io continuerò a cercare il senso letterario delle parole, mezzo annoiata e mezzo innamorata, tra cinque o sei impegni facili e tre buone occasioni per leggere. perché non lo faccio mai abbastanza. e se ci metto il punto di domanda ti inganno. ma tanto alla punteggiatura non fa più attenzione nessuno. e io, che mi trattengo dal correggere in rosso le bolle di trasporto che mi passano davanti, non sono nient'altro che un'introversa che parla solo di sesso. e magari non sarà l'ultima stronzata che ti scriverò, ma è proprio vero quello che dici: ci sono giorni in cui io sono particolarmente bella. 

venerdì 4 marzo 2011

in silenzio è d'oro

mi piacciono le persone che sanno fare bene le cose sbagliate. e dopo che le hanno fatte, seguono questa semplice regola: la cazzata l'ho fatta io e me la gestisco io, vietato rompere i coglioni al prossimo.
- nemmeno al medico che deve metterti due punti in testa dopo che hai lanciato l'auto sul muro?
- nemmeno al medico!
- nemmeno all'avvocato che può evitarti la galera?
- nemmeno all'avvocato!
- nemmeno al …
- hai rotto il cazzo!
quelli che ti prendono alla lettera io li prenderei per il collo. se fossi violenta. 

lunedì 14 febbraio 2011

you know that we are living in a material world

che poi uno fa il figo, sperimenta, gode, si diverte, fa grossi giri evolutivi intorno a zone erogene sparse per il mondo, lecca e tocca fino all'appagamento sensuale, suda su bocche e gambe aperte, si muove alla ricerca di un qualsiasi orgasmo e altre cose così, ma alla fine crolla. e di fronte a cosa crolla? di fronte all'amore? non essere ridicolo! crolla di fronte ai limiti fisici. è un fottuto circolo vizioso: usi il corpo, lo logori, lo sottoponi ad esercizio continuo e poi? poi hai le occhiaie, forti dolori alla schiena, molto sonno e cominci a non piacerti e a non aver voglia di scopare con nessuno. non fare quella faccia amore, non hai le occhiaie, tranquillo! dicevo, è terribile ammettere di non farcela, no? come la prima volta a bologna che alla fine della seconda ripresa erano finite anche le energie. ma non quel cazzo di orgoglio e di fiducia nella bellezza di altri due minuti spesi a muoversi! hai presente? come no? ok ok, volevo solo consigliarti di iscriverti nella mia palestra.





venerdì 11 febbraio 2011

se non ora, quando?


- me la dai?
- certo.
- sei una ragazza facile.
- davvero? perché?
- ok, non sei facile.
- perché?
- sei una ragazza troppo difficile.
- ma perché?
- ok ok, sei molto molto speciale.
- ho già detto che te la do!
- sei nervosa?
- sono nuda.
- ma sei pensierosa.
- ho le gambe aperte.
- tu non mi ascolti.
- mi sto toccando.
- guardami.
- preferisco il sesso anale.
- puttana!
- sì, sì, sì!

domenica 5 dicembre 2010

More ferarum



ti avrei potuto far godere, blond man, ma hai riempito male lo spazio. bastava solo un po' più di violenza, invece tu hai preferito stupirmi con gli effetti visivi sullo schermo, una prova d'inglese, il tuo cervello e poca birra. come se io stessi cercando di riempirmi di qualcosa, coglione. ma d'altronde questo dipende  dalla tua teoria sui sessi, no? dalle tue finestre si vede tutto. una formalità. un pozzo sicuro. credo tuttavia che il nostro coito inespresso, nonostante i tuoi maldestri e filosofici tentativi di eccitarmi on line e nelle piazze, abbia reso meglio comprensibile la mia curiosità sulla tua meccanica. e devo dirti che con i tacchi, avevi ragione blond man, il mio culo è davvero perfetto.

mercoledì 1 dicembre 2010

leaks



- questa roba ci uccide i neuroni cazzo!
- tanto meglio, si fottano i neuroni! magari sterminandone un po' ci facciamo meno seghe mentali.
- fossero solo mentali…
- non stai scopando?
- non abbastanza, tanto per cambiare. e tu?
- oh, c'è troppo freddo.
- cazzo è vero! però come fai?
- parlo, parlo un sacco: terribile.
- pessimo. mancano ancora 4 mesi alla primavera.
- 110 giorni.
- devi scopare amore, stai pure iniziando a contare!
- eh lo so, lo so cazzo! 
- l'inverno è una merda. 
- bah, la vera merda è che spendo più soldi in alcol.
- certo. ma amore, è per il tuo bene, lo sai, comunicare è pericoloso.
- per usare un eufemismo.
- e allora bevi, tappati la bocca e scopa come un tempo! 
- eh ma è un casino, non ci si può manco più sbronzare lontano da casa adesso!e la patente mi serve.
- per tagliare le piste?
- è perfetta, ammettilo.
- hai ragione. oh, ma l'analista cosa dice?
- di usare il bancomat.
- no, dai.
- boh, sta terapeuticamente fingendo di non ascoltarmi.
- che culo!
- e la tua?
- lasciamo perdere. la pago per facilitarmi l'esistenza e mi pone problemi linguistici: dice cose incomprensibili. la voglio mollare. 
- in città li hai già girati tutti, amore.
- sai che novità...
- che puttana!

sabato 30 ottobre 2010

Tragica. Suo malgrado.


il bianco non le si addice. accentua qualcosa di troppo.

è insipido, dice lei.
aggiungi il sale, dice lei.
passamelo, dice lei.
prenditelo, dice lei.

guarda dall'altra parte, respira. pensa che lo farà. non è che lo decide: le piace
pensare di farlo per poi farlo. è così tragica, suo malgrado. la conseguenza 
di essere nata in russia, poco lontano dal baltico. 
- le richieste escono sempre
meglio in ginocchio, da una prospettiva senza sguardi, pensa. 

senza Jack la testa viaggia a velocità
incontrollabili, le ripete il suo sparring da un sacco di giorni. 

cazzo, fosse solo quello, dice lei.
è solo quello bambola, fidati, dice lui.

lo sparring ha le risposte, lei le domande. stasera.
il bar è pieno. donne a buon mercato le si offrono al bancone. - poco sale, poco sale, pensa. si avvicina ad una paio di labbra: un centimetro di distanza e la puttana deglutisce, spalanca la bocca, pronta a dare il meglio che ha. 
lingua in gola. - poco sale, pensa.

giovedì 9 settembre 2010

Analisi logica

- ricordati che le cose hanno l'importanza che tu gli dai.
- dai loro.
- quale oro?
- no, parlavo del complemento di termine.
- di termine???
- era plurale. 
- complementi di termini???
- nel senso che non era imperativo ed era senza l'apostrofo.
- cazzo dici, l'importanza vuole l'apostrofo!
- no! cioè sì, pero'… no, vedi, mi confondi, lì ci vuole l'accento! 
- sulla i, certo.
- è impossibile!
- ti dico che è così.
- parlavo della o!
- quale o???

martedì 24 agosto 2010

L'arabia e l'orgoglio



il ramadan si manifesta sotto forma di casino notturno dal suono esotico. si potrebbe quasi pensare che ad una privazione faticosa consegua, a sole tramontato, una degenerazione morale. il mio amico trans dice che grazie a questo basilare principio psicologico lei si guadagna il pane (volevo scrivere pane). e io non mi convincerò mai abbastanza dei vantaggi economici che derivano dall'avere il pene (volevo scrivere pene) tra le gambe piuttosto che nel cassetto del comodino. davvero una brutta cosa l'invidia del pane! e mi sembra superfluo ribadire che io non faccio errori con la tastiera. ne faccio altri.

- di ridondanza?
- anche.
- hai mai pensato di fare un post su di me?
- mmh… no, boh, forse.
- mi piaci sempre.
- per i post?
- quali post? 
- ahahahah! 
- dai, ci lega qualcosa da anni.
- il sesso?
- non è solo attrazione.
- attrazione?? ah sì, il sesso.
- è che la nostra storia è così strana…
- nostra storia??
- sì, mi piaci troppo, alla fine non ci perdiamo mai.
- emh…
- forse perché sparisci.
- eh, il segreto è quello.
- e quindi?
- PUFF!

lunedì 19 luglio 2010

Un giorno di luglio


cibo: 1 colazione e 3 disordini.
musica: 7 ore, 25 album, 1 ipod, 1 mac e 1 pc.
dovere: 6 ore e 7 sorrisi.
eterosessualità: 10 minuti scarsi.
boxe: 2 ore e 4 docce.
perspiratio sensibilis: intensa (vedi sopra).
mare: da lontano.
nostalgie: 3 minuti. lunghi.
proposte sessuali: 6, di cui 3 esplicite, 2 velate e 1 immaginata.
pesche: 2. rosse e dolci sulla lingua.
pensieri: 37 minuti e 49 secondi.
letture: 27 pagine, 3 siti e 7 blog.
bugie: 2. grosse e dolci sulla lingua.
fantasie: 4 ore e 30 minuti, di cui 3 secondi per la proposta sessuale immaginata.
paranoie: DATO NON PERVENUTO.
viaggi: 3, valencia, is arutas e wonderland.
sonno: 5 ore e nessun ricordo di quanto accaduto.

venerdì 2 luglio 2010

Manifesta





nel recinto stava una vacca, di lupi e da lupi innamorata. e disturbata. finito l'omeprazolo decise, ancorché sobria, di curare altri aspetti della sua vita animale, forse più importanti o forse no. e assillata un giorno da questioni di noia e soldi, così andava dicendo:

gli umori della città li decide il traffico. 

MA L'ERBA VOGLIO NON CRESCE
NEPPURE NEL GIARDINO DEL RE

MA L'ERBA VOGLIO NON CRESCE
E IO NON SO IL PERCHE'


alla fine del post, solo tre cose le furono chiare: l'insofferenza per i puntini di sospensione, l'amore per le persone perbere e il dramma incompreso della vanità. 


(l'immagine non è di Magritte)

mercoledì 9 giugno 2010

che se ci tieni tanto puoi baciarmi ogni volta che vuoi


può capitare che magari stai tornando a casa e pensi "chissà giulia...".

e te lo domandi così, aumentando il volume dell'autoradio sulla canzone che ora ascolti più spesso, buttando uno sguardo al cielo della sera, respirando l'odore di sale che già arriva fin dentro la città.
scali di marcia, metti la freccia, ti spii nello specchietto, ti piaci, ti guardi negli occhi. e dentro la testa confondi paesaggi e sensazioni, sbronze e lingue. mischi tutto: il treno, la white widow sul canale, l'orangekerk, la bici, le metamorfosi,  l'aereo,
le felpe rosse e blu, il sushi bar, le donne che ti piacciono, quelle che tocchi, lecchi, desideri, odori.

non ti fai troppe domande, hai capito che non è così che funzioni, che sei stagionale e temporanea. ciclica. e tra il desiderio di andartene e quello di rimanere, lo sai, c'è sempre un'indecisione che sa di hashish.

avanzano cose da fare, come i centesimi sul comodino sotto la lampada. che quando li conti, a tempo perso, capisci che non fanno quasi mai la differenza.

il caldo comincia a infastidirti,  ti sta addosso, ti molesta finché non ti spoglia con violenza davanti alla finestra.

ancora giulia tra i pensieri. ti dici che starà bene, che avrà risolto casini e amori, corretto bozze e consegnato lavori in tempo. o risolto bozze e consegnato amori in tempo, tanto è uguale. sì.

a letto prendi allora la chitarra e ti canti che la notte non ha bisogno, che la notte fa benissimo a meno del tuo concerto, della durata di una stanza e nananananana nanana nanana.