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martedì 10 luglio 2012

conte, il motivo si capisce benissimo


certi prendevano la nave verso qualche affanculo più interessante, spinti dall'assenza di 
un bacio o dall'eccesso di un niente.
pochi studiavano il modo per reggere l'estate e le sue nudità, la luce, la sete, l'eccitazione notturna piena di musica. quasi come se il rischio non fosse che un orgasmo o un raffreddore.
sotto le stelle dai viali di vienna si vedeva madrid, my man.
le donne odiavano il jazz e preferivano il moto ondoso. e si divertivano con la sabbia a costruire e distruggere castelli, tuffandosi negli abissi di qualche coglione alla ricerca di conchiglie inesistenti.
sotto le stelle di luglio l'ennesimo drink ti rubava il nord. mentre sotto la luna una chitarra scordata scassava le palle con le sue pene di mezzanotte e i giri sbagliati in la, rendendo piccole le ore e grande la possibilità di non sentire la sveglia.
ed è così che i duemila enigmi negli sbadigli del lunedì, quando la settimana ancora non promette e il traffico è lento di sonno e di frizioni premute male, si rivelano poi per quello che sono davvero: nient'altro che fame da colazione mancata. 


venerdì 10 febbraio 2012

the point is


nella deriva dell'elettronica, a guidare nella strada di ghiaccio che luccica, rincorsa dagli are you kidd... are you kidd… oh my! capisco poco e ballo molto, con nuovi concetti di percussione che mi suggeriscono di saltare, muovere e portarmi là. la rete di fitte trame, contraria alla riduzione d'identità, si scola litri di gbl diluiti con succo di pera. fresco, please. succo di pera. i'm not kidd… i'm not kidd… 
the point is, three points are. 
agli attacchi di danza di chi mi cura le forme applico il mio umore migliore, affascinata nel frattempo dalle notti di cristallo e dal figo che mi gira con le mani, sicuro: welcome! e ancora non mi durano i pensieri, avrei bisogno di… cerco un centro di gravità permanente ecc. ma due cose le so: le battaglie femministe del cazzo sono una contraddizione in termini e la pace dei sessi favorisce lotte più interessanti. over and over again.

venerdì 7 ottobre 2011

j.

- vedi john, tu sei un bravo ragazzo, con un grande senso della famiglia e altri problemi del cazzo, ok. ma questo non ti giustifica. lo so, lo so, dopo jim è stato difficile fare cose interessanti, avere quello sguardo, essere fighi e almeno un po' coerenti con quanto si dice cantando; è stato difficile e frustrante drogarsi, ubriacarsi, spogliarsi in pubblico, avere pochi capelli eccetera eccetera eccetera. è vero. ma adesso basta. 

- ma tu chi cazzo sei?

- sono jack, lo sterminatore di epigoni. 

- jack, togliti dai coglioni. io non mi chiamo john e non conosco nessun jim.

- vedi john, il tuo limite è proprio questo: non ti chiami john e non conosci jim.

- senti, ho capito, sei fuori di testa e ti fai di acidi come i doors. ma che cazzo vuoi da me? 

- solo insultarti john, solo questo.  

venerdì 1 luglio 2011

london

sono qui          senza di te           sempre più bionda.
e dopo aver scoperto la banalità nel mare, ti mando un chilo di complimenti che mi sono avanzati dall'ultimo giro, magari tu saprai che farne. 
mi hanno detto che con the pen is on the table un corso d'inglese non c'esce: I understand, è giusto. quasi quanto una domenica che finisce. 
intanto la realtà continua a starsene fuori dalle teorie mentre i turisti arrivano e i turisti partono, partono e ancora arrivano: il motivo non lo so. ma per adesso m'interessa molto di più preparare la battaglia di hastings e nelle pause morte autoconvincermi che svaligiare una banca è una cattiva idea. lo è?

- con quei 18 gradi da aria condizionata? è una PESSIMA idea amore, come minimo ti becchi la febbre!
- hai ragione amore, hai ragione.

ho pensato due cose da quando sei partito:
1) che be alone è quello che so fare meglio
2) e che in fondo ho sempre amato il prossimo.

preparati(vi)

venerdì 15 aprile 2011

e sul tema del flirt, eccessivo fu il sax


il menefreghismo devi servirmelo freddo baby, altrimenti non funziona. e anche se posso bermi qualsiasi cosa, prendi nota: preferisco due guinness extra stout senza show.  

sabato 26 marzo 2011

i suonatori di autoharp sono quelli che suonano l'autoharp


i cantanti non si pagano. cioè. non è giusto pagarli. a me capita per esempio di ascoltare una canzone e pensare meglio*. e allora mi dico: questa canzone l'avrei dovuta pagare perché qualcuno ci ha lavorato e io ne sto traendo un beneficio. 
però.
quando ascolto una canzone che mi fa pensare peggio***, non mi dico: meno male che non l'ho pagata. ovvero, non elaboro un senso di rivalsa verso qualcuno che ci ha lavorato. quindi, ritenendo ingiusto questo stato di cose che crea uno scompenso sempre a favore del cantante, io mi sento legittimata a non pagare la musica. è dunque colpa della struttura mentale che sta dietro il mio personale giudizio emotivo ed estetico se il mercato discografico per sopravvivere deve vendere droga. o cose molto simili. 
preciso: per effetto della distribuzione conservativa delle qualità artistiche nel mondo - da me teorizzata in questo istante - l'entità del risarcimento supererebbe sempre quella del guadagno.


* inteso in senso sintetico assoluto. ok ok, non so se esiste il senso sintetico assoluto, ma era per dire che quando scrivo pensare meglio mi riferisco anche a tutte le volte che ho scopato** grazie alla musica, come soggetto attivo e passivo (inteso in senso sintetico assoluto o ssa).
** inteso in ssa.
*** credo tu abbia capito.

martedì 22 marzo 2011

the king of limbs

è bello quando dici che le persone che vogliono l'attenzione di tutti sono quelle che poi se la prendono, tipo madonna. sono d'accordo.

carrie: amore, chi ti ha detto che vuoi l'attenzione di tutti questa volta?
io: bah, nessuno, dicevo così ...
carrie: dimmelo.
io: due o tre persone, ma non …
carrie: che noia amore, non frequentare certa gente! 

e poi, pensandoci, in un post precedente mi sono dimenticata di scrivere che quando un uomo ti da della puttana è perché si sente in debito e si eccita per questo. mentre tu ti ecciti perché in fondo lo sei: puttana, certo, ma anche perché pensi:  questo coglione non vorrà pagarmi per una cosa che sto facendo gratis?? 

carrie: amore, chi ti ha detto che sei una puttana?
io: bah, nessuno, dicevo così ...
carrie: dimmelo.
io: due o tre persone, ma non …
carrie: ma chi cazzo stai frequentando?? 

due o tre persone: noi. ok, ci leviamo dai coglioni. ciao.

comunque, 
mesi fa ho conosciuto uno che ieri l'altro mi ha detto: voglio mantenere un certo grado di distacco. e io gli ho detto: ci mancherebbe altro.

- gli hai detto proprio così, ci mancherebbe altro?
- sì.
- e lui ha proprio detto grado di distacco?
- sì.
- e quanto ci hai messo a scopartelo?
- con un certo grado di distacco? sempre troppo tempo amore, sempre troppo tempo! qua sintetizzo per fare la figa.
- certo. e questa mania dei due punti?
- ho riletto hemingway.
- ah beh.
- e tu?
- io mi sto annoiando, mi fa schifo tutto. andiamocene amore, qua non c'è niente, non c'è nessuno, non c'è vita, non c'è gente figa, non ci sono spettacoli, non c'è nemmeno musica!
- cazzo amore, e dai, ti stai sempre lamentando, mi sembri i radiohead!
- chi??
- ...

lunedì 14 febbraio 2011

you know that we are living in a material world

che poi uno fa il figo, sperimenta, gode, si diverte, fa grossi giri evolutivi intorno a zone erogene sparse per il mondo, lecca e tocca fino all'appagamento sensuale, suda su bocche e gambe aperte, si muove alla ricerca di un qualsiasi orgasmo e altre cose così, ma alla fine crolla. e di fronte a cosa crolla? di fronte all'amore? non essere ridicolo! crolla di fronte ai limiti fisici. è un fottuto circolo vizioso: usi il corpo, lo logori, lo sottoponi ad esercizio continuo e poi? poi hai le occhiaie, forti dolori alla schiena, molto sonno e cominci a non piacerti e a non aver voglia di scopare con nessuno. non fare quella faccia amore, non hai le occhiaie, tranquillo! dicevo, è terribile ammettere di non farcela, no? come la prima volta a bologna che alla fine della seconda ripresa erano finite anche le energie. ma non quel cazzo di orgoglio e di fiducia nella bellezza di altri due minuti spesi a muoversi! hai presente? come no? ok ok, volevo solo consigliarti di iscriverti nella mia palestra.





martedì 12 gennaio 2010

Pride, pride baby, pride-pride.mp3

IO: mamma, sono gay!
MYMOTHER: oggi fa molto freddo, vero?
IO: ma…
MYMOTHER: sì, copriti bene.
IO: ma è estate, ci sono 30 gradi all'ombra!
MYMOTHER: ssh, dormi adesso, da brava..
IO: ma è mezzogiorno!
MYMOTHER: come vola il tempo…
IO: …

IO: babbo, sono gay!
MYFATHER: e quindi?
IO: ma…
MYFATHER: sei anche fuori corso, no?
IO: boh, un po'…
MYFATHER: da 4 anni.
IO: come vola il tempo…
MYFATHER: ...

LEI: ma, tipo, tu sei gay?
IO: all'occorrenza.
LEI: cioè? ti piacciono anche le donne?
IO: le valide alternative, soprattutto.
LEI: quindi sei bi?
IO: boh… se vuoi..
LEI: ?
BI: io posso chiamarti ci?
CI: ?