sabato 26 marzo 2011

i suonatori di autoharp sono quelli che suonano l'autoharp


i cantanti non si pagano. cioè. non è giusto pagarli. a me capita per esempio di ascoltare una canzone e pensare meglio*. e allora mi dico: questa canzone l'avrei dovuta pagare perché qualcuno ci ha lavorato e io ne sto traendo un beneficio. 
però.
quando ascolto una canzone che mi fa pensare peggio***, non mi dico: meno male che non l'ho pagata. ovvero, non elaboro un senso di rivalsa verso qualcuno che ci ha lavorato. quindi, ritenendo ingiusto questo stato di cose che crea uno scompenso sempre a favore del cantante, io mi sento legittimata a non pagare la musica. è dunque colpa della struttura mentale che sta dietro il mio personale giudizio emotivo ed estetico se il mercato discografico per sopravvivere deve vendere droga. o cose molto simili. 
preciso: per effetto della distribuzione conservativa delle qualità artistiche nel mondo - da me teorizzata in questo istante - l'entità del risarcimento supererebbe sempre quella del guadagno.


* inteso in senso sintetico assoluto. ok ok, non so se esiste il senso sintetico assoluto, ma era per dire che quando scrivo pensare meglio mi riferisco anche a tutte le volte che ho scopato** grazie alla musica, come soggetto attivo e passivo (inteso in senso sintetico assoluto o ssa).
** inteso in ssa.
*** credo tu abbia capito.

martedì 22 marzo 2011

the king of limbs

è bello quando dici che le persone che vogliono l'attenzione di tutti sono quelle che poi se la prendono, tipo madonna. sono d'accordo.

carrie: amore, chi ti ha detto che vuoi l'attenzione di tutti questa volta?
io: bah, nessuno, dicevo così ...
carrie: dimmelo.
io: due o tre persone, ma non …
carrie: che noia amore, non frequentare certa gente! 

e poi, pensandoci, in un post precedente mi sono dimenticata di scrivere che quando un uomo ti da della puttana è perché si sente in debito e si eccita per questo. mentre tu ti ecciti perché in fondo lo sei: puttana, certo, ma anche perché pensi:  questo coglione non vorrà pagarmi per una cosa che sto facendo gratis?? 

carrie: amore, chi ti ha detto che sei una puttana?
io: bah, nessuno, dicevo così ...
carrie: dimmelo.
io: due o tre persone, ma non …
carrie: ma chi cazzo stai frequentando?? 

due o tre persone: noi. ok, ci leviamo dai coglioni. ciao.

comunque, 
mesi fa ho conosciuto uno che ieri l'altro mi ha detto: voglio mantenere un certo grado di distacco. e io gli ho detto: ci mancherebbe altro.

- gli hai detto proprio così, ci mancherebbe altro?
- sì.
- e lui ha proprio detto grado di distacco?
- sì.
- e quanto ci hai messo a scopartelo?
- con un certo grado di distacco? sempre troppo tempo amore, sempre troppo tempo! qua sintetizzo per fare la figa.
- certo. e questa mania dei due punti?
- ho riletto hemingway.
- ah beh.
- e tu?
- io mi sto annoiando, mi fa schifo tutto. andiamocene amore, qua non c'è niente, non c'è nessuno, non c'è vita, non c'è gente figa, non ci sono spettacoli, non c'è nemmeno musica!
- cazzo amore, e dai, ti stai sempre lamentando, mi sembri i radiohead!
- chi??
- ...

giovedì 10 marzo 2011

e sono i giorni in cui ho dormito almeno sette ore



tra me e te avanzavano già due persone, perché aggiungerne un'altra? potresti pure rispondermi che tutto è lecito nell'illecito, certo.  o che, come ti dissi una volta, la promiscuità è solo una delle tante caratteristiche umane con l'accento sulla a. ma la cosa migliore che puoi fare è stare in silenzio, così come so che farai. mentre io continuerò a cercare il senso letterario delle parole, mezzo annoiata e mezzo innamorata, tra cinque o sei impegni facili e tre buone occasioni per leggere. perché non lo faccio mai abbastanza. e se ci metto il punto di domanda ti inganno. ma tanto alla punteggiatura non fa più attenzione nessuno. e io, che mi trattengo dal correggere in rosso le bolle di trasporto che mi passano davanti, non sono nient'altro che un'introversa che parla solo di sesso. e magari non sarà l'ultima stronzata che ti scriverò, ma è proprio vero quello che dici: ci sono giorni in cui io sono particolarmente bella. 

venerdì 4 marzo 2011

in silenzio è d'oro

mi piacciono le persone che sanno fare bene le cose sbagliate. e dopo che le hanno fatte, seguono questa semplice regola: la cazzata l'ho fatta io e me la gestisco io, vietato rompere i coglioni al prossimo.
- nemmeno al medico che deve metterti due punti in testa dopo che hai lanciato l'auto sul muro?
- nemmeno al medico!
- nemmeno all'avvocato che può evitarti la galera?
- nemmeno all'avvocato!
- nemmeno al …
- hai rotto il cazzo!
quelli che ti prendono alla lettera io li prenderei per il collo. se fossi violenta. 

lunedì 14 febbraio 2011

you know that we are living in a material world

che poi uno fa il figo, sperimenta, gode, si diverte, fa grossi giri evolutivi intorno a zone erogene sparse per il mondo, lecca e tocca fino all'appagamento sensuale, suda su bocche e gambe aperte, si muove alla ricerca di un qualsiasi orgasmo e altre cose così, ma alla fine crolla. e di fronte a cosa crolla? di fronte all'amore? non essere ridicolo! crolla di fronte ai limiti fisici. è un fottuto circolo vizioso: usi il corpo, lo logori, lo sottoponi ad esercizio continuo e poi? poi hai le occhiaie, forti dolori alla schiena, molto sonno e cominci a non piacerti e a non aver voglia di scopare con nessuno. non fare quella faccia amore, non hai le occhiaie, tranquillo! dicevo, è terribile ammettere di non farcela, no? come la prima volta a bologna che alla fine della seconda ripresa erano finite anche le energie. ma non quel cazzo di orgoglio e di fiducia nella bellezza di altri due minuti spesi a muoversi! hai presente? come no? ok ok, volevo solo consigliarti di iscriverti nella mia palestra.





venerdì 11 febbraio 2011

se non ora, quando?


- me la dai?
- certo.
- sei una ragazza facile.
- davvero? perché?
- ok, non sei facile.
- perché?
- sei una ragazza troppo difficile.
- ma perché?
- ok ok, sei molto molto speciale.
- ho già detto che te la do!
- sei nervosa?
- sono nuda.
- ma sei pensierosa.
- ho le gambe aperte.
- tu non mi ascolti.
- mi sto toccando.
- guardami.
- preferisco il sesso anale.
- puttana!
- sì, sì, sì!

domenica 5 dicembre 2010

More ferarum



ti avrei potuto far godere, blond man, ma hai riempito male lo spazio. bastava solo un po' più di violenza, invece tu hai preferito stupirmi con gli effetti visivi sullo schermo, una prova d'inglese, il tuo cervello e poca birra. come se io stessi cercando di riempirmi di qualcosa, coglione. ma d'altronde questo dipende  dalla tua teoria sui sessi, no? dalle tue finestre si vede tutto. una formalità. un pozzo sicuro. credo tuttavia che il nostro coito inespresso, nonostante i tuoi maldestri e filosofici tentativi di eccitarmi on line e nelle piazze, abbia reso meglio comprensibile la mia curiosità sulla tua meccanica. e devo dirti che con i tacchi, avevi ragione blond man, il mio culo è davvero perfetto.

mercoledì 1 dicembre 2010

leaks



- questa roba ci uccide i neuroni cazzo!
- tanto meglio, si fottano i neuroni! magari sterminandone un po' ci facciamo meno seghe mentali.
- fossero solo mentali…
- non stai scopando?
- non abbastanza, tanto per cambiare. e tu?
- oh, c'è troppo freddo.
- cazzo è vero! però come fai?
- parlo, parlo un sacco: terribile.
- pessimo. mancano ancora 4 mesi alla primavera.
- 110 giorni.
- devi scopare amore, stai pure iniziando a contare!
- eh lo so, lo so cazzo! 
- l'inverno è una merda. 
- bah, la vera merda è che spendo più soldi in alcol.
- certo. ma amore, è per il tuo bene, lo sai, comunicare è pericoloso.
- per usare un eufemismo.
- e allora bevi, tappati la bocca e scopa come un tempo! 
- eh ma è un casino, non ci si può manco più sbronzare lontano da casa adesso!e la patente mi serve.
- per tagliare le piste?
- è perfetta, ammettilo.
- hai ragione. oh, ma l'analista cosa dice?
- di usare il bancomat.
- no, dai.
- boh, sta terapeuticamente fingendo di non ascoltarmi.
- che culo!
- e la tua?
- lasciamo perdere. la pago per facilitarmi l'esistenza e mi pone problemi linguistici: dice cose incomprensibili. la voglio mollare. 
- in città li hai già girati tutti, amore.
- sai che novità...
- che puttana!

sabato 30 ottobre 2010

Tragica. Suo malgrado.


il bianco non le si addice. accentua qualcosa di troppo.

è insipido, dice lei.
aggiungi il sale, dice lei.
passamelo, dice lei.
prenditelo, dice lei.

guarda dall'altra parte, respira. pensa che lo farà. non è che lo decide: le piace
pensare di farlo per poi farlo. è così tragica, suo malgrado. la conseguenza 
di essere nata in russia, poco lontano dal baltico. 
- le richieste escono sempre
meglio in ginocchio, da una prospettiva senza sguardi, pensa. 

senza Jack la testa viaggia a velocità
incontrollabili, le ripete il suo sparring da un sacco di giorni. 

cazzo, fosse solo quello, dice lei.
è solo quello bambola, fidati, dice lui.

lo sparring ha le risposte, lei le domande. stasera.
il bar è pieno. donne a buon mercato le si offrono al bancone. - poco sale, poco sale, pensa. si avvicina ad una paio di labbra: un centimetro di distanza e la puttana deglutisce, spalanca la bocca, pronta a dare il meglio che ha. 
lingua in gola. - poco sale, pensa.

giovedì 9 settembre 2010

Analisi logica

- ricordati che le cose hanno l'importanza che tu gli dai.
- dai loro.
- quale oro?
- no, parlavo del complemento di termine.
- di termine???
- era plurale. 
- complementi di termini???
- nel senso che non era imperativo ed era senza l'apostrofo.
- cazzo dici, l'importanza vuole l'apostrofo!
- no! cioè sì, pero'… no, vedi, mi confondi, lì ci vuole l'accento! 
- sulla i, certo.
- è impossibile!
- ti dico che è così.
- parlavo della o!
- quale o???

martedì 24 agosto 2010

L'arabia e l'orgoglio



il ramadan si manifesta sotto forma di casino notturno dal suono esotico. si potrebbe quasi pensare che ad una privazione faticosa consegua, a sole tramontato, una degenerazione morale. il mio amico trans dice che grazie a questo basilare principio psicologico lei si guadagna il pane (volevo scrivere pane). e io non mi convincerò mai abbastanza dei vantaggi economici che derivano dall'avere il pene (volevo scrivere pene) tra le gambe piuttosto che nel cassetto del comodino. davvero una brutta cosa l'invidia del pane! e mi sembra superfluo ribadire che io non faccio errori con la tastiera. ne faccio altri.

- di ridondanza?
- anche.
- hai mai pensato di fare un post su di me?
- mmh… no, boh, forse.
- mi piaci sempre.
- per i post?
- quali post? 
- ahahahah! 
- dai, ci lega qualcosa da anni.
- il sesso?
- non è solo attrazione.
- attrazione?? ah sì, il sesso.
- è che la nostra storia è così strana…
- nostra storia??
- sì, mi piaci troppo, alla fine non ci perdiamo mai.
- emh…
- forse perché sparisci.
- eh, il segreto è quello.
- e quindi?
- PUFF!

lunedì 19 luglio 2010

Un giorno di luglio


cibo: 1 colazione e 3 disordini.
musica: 7 ore, 25 album, 1 ipod, 1 mac e 1 pc.
dovere: 6 ore e 7 sorrisi.
eterosessualità: 10 minuti scarsi.
boxe: 2 ore e 4 docce.
perspiratio sensibilis: intensa (vedi sopra).
mare: da lontano.
nostalgie: 3 minuti. lunghi.
proposte sessuali: 6, di cui 3 esplicite, 2 velate e 1 immaginata.
pesche: 2. rosse e dolci sulla lingua.
pensieri: 37 minuti e 49 secondi.
letture: 27 pagine, 3 siti e 7 blog.
bugie: 2. grosse e dolci sulla lingua.
fantasie: 4 ore e 30 minuti, di cui 3 secondi per la proposta sessuale immaginata.
paranoie: DATO NON PERVENUTO.
viaggi: 3, valencia, is arutas e wonderland.
sonno: 5 ore e nessun ricordo di quanto accaduto.

venerdì 2 luglio 2010

Manifesta





nel recinto stava una vacca, di lupi e da lupi innamorata. e disturbata. finito l'omeprazolo decise, ancorché sobria, di curare altri aspetti della sua vita animale, forse più importanti o forse no. e assillata un giorno da questioni di noia e soldi, così andava dicendo:

gli umori della città li decide il traffico. 

MA L'ERBA VOGLIO NON CRESCE
NEPPURE NEL GIARDINO DEL RE

MA L'ERBA VOGLIO NON CRESCE
E IO NON SO IL PERCHE'


alla fine del post, solo tre cose le furono chiare: l'insofferenza per i puntini di sospensione, l'amore per le persone perbere e il dramma incompreso della vanità. 


(l'immagine non è di Magritte)

mercoledì 9 giugno 2010

che se ci tieni tanto puoi baciarmi ogni volta che vuoi


può capitare che magari stai tornando a casa e pensi "chissà giulia...".

e te lo domandi così, aumentando il volume dell'autoradio sulla canzone che ora ascolti più spesso, buttando uno sguardo al cielo della sera, respirando l'odore di sale che già arriva fin dentro la città.
scali di marcia, metti la freccia, ti spii nello specchietto, ti piaci, ti guardi negli occhi. e dentro la testa confondi paesaggi e sensazioni, sbronze e lingue. mischi tutto: il treno, la white widow sul canale, l'orangekerk, la bici, le metamorfosi,  l'aereo,
le felpe rosse e blu, il sushi bar, le donne che ti piacciono, quelle che tocchi, lecchi, desideri, odori.

non ti fai troppe domande, hai capito che non è così che funzioni, che sei stagionale e temporanea. ciclica. e tra il desiderio di andartene e quello di rimanere, lo sai, c'è sempre un'indecisione che sa di hashish.

avanzano cose da fare, come i centesimi sul comodino sotto la lampada. che quando li conti, a tempo perso, capisci che non fanno quasi mai la differenza.

il caldo comincia a infastidirti,  ti sta addosso, ti molesta finché non ti spoglia con violenza davanti alla finestra.

ancora giulia tra i pensieri. ti dici che starà bene, che avrà risolto casini e amori, corretto bozze e consegnato lavori in tempo. o risolto bozze e consegnato amori in tempo, tanto è uguale. sì.

a letto prendi allora la chitarra e ti canti che la notte non ha bisogno, che la notte fa benissimo a meno del tuo concerto, della durata di una stanza e nananananana nanana nanana.

lunedì 24 maggio 2010

Sperimentale



il punto è che spesso le cose finiscono, nonostante Lavoisier.
però è bello il candore con il quale un vecchio amante si avvicina e mi fa "quando facciamo l'amore?". e si dà il caso che io non balbetti in simili circostanze. tuttalpiù mi eccito, qualche volta. ma fa tutto il mio ego: si bea delle attenzioni e rimane soddisfatto a contemplarsi e raccontarsi frottole. e io? io sono anni che bacio chi voglio. e le domande con il quando mi indispongono. preferisco approcci più decisi tipo  facciamo l'amore - adesso. probabilmente il fatto che sia il 99% delle volte impossibile, fa salire il livello del mio coinvolgimento. 

- nessuno mi ha mai detto ti amo.
- a me tutti. terribile.
- e tu?
- secondo te?
- cazzo!
- e cosa fai? non è bello dire io no. o ridere. o scappare. o niente. ecco vedi, il silenzio è deleterio, il peggio del peggio.
- ma…
- guarda che non costa nulla. anzi, meglio tagliarla corta e ..
- sei una merda.
- anche io ti amo.

ok.

- cosa ti piace?
- i baci senza conseguenze.
- è un messaggio?
- no, una risposta.
- sei una presuntuosa.
- e tu?
- io ti amo.
- …
- …
- …
- …
- …
- …
- …


visto?

domenica 16 maggio 2010

Without you I'm something



la sperimentazione del dolore è tenere la guardia bassa quando sai che puoi spaccargli il culo. la chiave è la consapevolezza, sentirsi il centro del mondo solo istinto di miglioramento della vita. ché se arthur dent avesse saputo, col cazzo che s'avrebbe costruito la casa! ma questo è quanto rimane degli effetti spermografici di itunes. e quasi come eroine, ce ne stiamo piene, tossiche indipendenti nei giorni pari. la musica fa da placebo, ci modula e addormenta, corregge la fortuna. don't panic.

venerdì 14 maggio 2010

Appetiti


chi divora libri ha una peristalsi intestinale piuttosto vivace. perché il processo di digestione, dice mi hermana, è altamente sofisticato, richiede tempo e comincia con una buona e minuziosa, attenta masticazione. che fascino la gastroenterologia, no?
l'altra sera pensavo che dopotutto posso avere chi voglio per soddisfare quel bisogno che sento agitarsi tra le gambe. ma la verità è che io a certi orgasmi ho sempre preferito la pizza. tipo:

prima
- ho voglia di te.
- io di una margherita doppio sugo.

dopo
- è stato bellissimo...
- si mangia?

sabato 17 aprile 2010

Antropologia asociale


presso alcune popolazioni del mediterraneo è ancora in uso, in determinate occasioni, la separazione dei generi sessuali. tale atavico costume fa sì che se stai con uomo puoi goderti la sua assenza il giorno della champions league, quello della partita a calcetto, quello delle prove con il gruppo, quello delle cene maschie, eccetera eccetera eccetera. che sì, ok, vieni anche invitata, però hai una risposta inconfutabile: cosa ci faccio amore? e menti spudoratamente dicendo che odi il calcio, che sai giocare solo a pallavolo, che tanto ci vediamo domani, eccetera eccetera eccetera. disgraziatamente, se stai con una donna… 

- oggi ceniamo da paola. tutte donne, mollano i mariti e i fidanzati.
- mmh.. paola è una tua amica, io non..
- ma che c'entra? siamo tra noi.
- e, tra voi. amore, vai tu, io cosa ci faccio?
- come sarebbe a dire?
- ok (cazzo, cazzo, cazzo!).*

e mentre il gineceo si diverte con argomenti di cui non te ne può sbattere di meno, dentro di te succede di tutto, rimpiangi tutto, rinneghi tutto. ma il peggio deve ancora arrivare. perché il peggio è quando mogli, mamme, fidanzate e single, concentrate in una stanza, cominciano a parlare di sesso! a quel punto inizi a contare i passi che ti separano dalla finestra, studi il percorso con partenza dal divano nel quale sei costretta da due ore e mediti seriamente un'uscita di cena (volevo scrivere cena) molto cinematografica. le risate pudico-allusive di alcune, messo da parte il piano suicidio per ovvi motivi che sintetizzerò con la vita è troppo bella, ti fanno infine pensare ad un'operazione chirurgica risolutiva.

- dottoressa, voglio diventare un uomo.
- motivo?
- cene per sole donne.
- capisco. 

ogni riferimento a cene realmente accadute è puramente casuale. 


* tipico sfogo mentale derivante da repulsione incontrollabile per una storia saffica.

mercoledì 14 aprile 2010

Un collegamento che sussiste fra determinate entità (W. P.)


dopo i vaneggi con carrie mi domando sempre cos'è una relazione a distanza. cioè, quale relazione non lo è? io non ne ho mai avuta una senza distanze. forse l'unica differenza è che quelle geografiche sono talvolta colmabili.

  • cazzo, che non lo vedo! che adesso voglio scopare e non c'è, capito?
  • sì, vabbè..
  • con lui!
  • sì, ma..
  • SCOPARE!
  • ok, ok. ryanair.

la cosa che mi suona peggio rileggendo questo post non è talvolta, ma il termine relazione. e purtroppo l'analista dice che dopo aver fatto fuori coppia, amore, mamma e progetto non posso permettermi di eliminare altre parole chiave.  

venerdì 9 aprile 2010

Cattedrali egotiche


Relazionarsi con una ragazza vanitosa appena conosciuta è assai complicato. 
Perchè lei non ha il senso della realtà e tu vuoi solo portartela a letto. Così, dopo numerose birre e vari preliminari illegali, capita che tu sei un po' tesa perchè devi fare la pipì. Lei, che è probabilmente provvista di una vescica enorme, continua a parlare senza sosta. E interpreta il tuo nervosismo a vantaggio del suo ego.
Lo fa.
E gongola pensandosi fighissima ma soprattutto impedendoti di guadagnare il bagno. 
La stai odiando, non te ne frega un cazzo di come abbia tradito luca e arredato la casa, che abbia preso un gatto, di quell'ossessione per l'orgasmo, di quanto si droghi nei weekend, di quello che legge, di come apra le gambe per godere, nulla di nulla, non te ne sbatte nulla! Il tuo disprezzo e la tua indifferenza sono evidenti. Ma lei cosa fa? Interpreta! 
Cazzo, lo fa! 
Prende il tuo malessere per eccitazione finchè tu, conscia dell'inondazione imminente, ti adegui e dici: sei troppo figa, se non vado via subito non so cosa potrebbe succedere. E ti volatilizzi, corri felice e libera verso il cesso mentre l'illusa si bea di quell'effetto che fa a tutte.