martedì 10 luglio 2012

conte, il motivo si capisce benissimo


certi prendevano la nave verso qualche affanculo più interessante, spinti dall'assenza di 
un bacio o dall'eccesso di un niente.
pochi studiavano il modo per reggere l'estate e le sue nudità, la luce, la sete, l'eccitazione notturna piena di musica. quasi come se il rischio non fosse che un orgasmo o un raffreddore.
sotto le stelle dai viali di vienna si vedeva madrid, my man.
le donne odiavano il jazz e preferivano il moto ondoso. e si divertivano con la sabbia a costruire e distruggere castelli, tuffandosi negli abissi di qualche coglione alla ricerca di conchiglie inesistenti.
sotto le stelle di luglio l'ennesimo drink ti rubava il nord. mentre sotto la luna una chitarra scordata scassava le palle con le sue pene di mezzanotte e i giri sbagliati in la, rendendo piccole le ore e grande la possibilità di non sentire la sveglia.
ed è così che i duemila enigmi negli sbadigli del lunedì, quando la settimana ancora non promette e il traffico è lento di sonno e di frizioni premute male, si rivelano poi per quello che sono davvero: nient'altro che fame da colazione mancata. 


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