venerdì 7 dicembre 2012
sabato 22 settembre 2012
l'ultima pi vuol dire pentimenti
la regola delle undici pi è stato un esperimento.
l'esperimento può dirsi perfettamente riuscito.
mi pento delle ridondanze.
purtroppo tendo a ripetermi. purtroppo tendo a ripetermi.
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martedì 24 luglio 2012
strip art: io mi spoglio da sola
dicono che io mi aggiri nella notte alla ricerca di vergini, con l'eccitazione visibile in volto e tre parole per incantesimo.
pare che mi piaccia il sesso e pare che mi piaccia molto.
sembra che conceda il mio corpo ai mostriciattoli barbuti che nelle ombre dei vicoli della città mi stordiscono con sostanze.
e pare pure che disprezzi le relazioni amicali perché zeppe di inutili e retrogradi tabù, quasi come se in assenza di coinvolgimenti sensuali il mio interesse andasse a farsi un giro presso boschi invisibili.
dicono che il mio ego abbia le fattezze di un drago folle e potente, privo degli elementari concetti di bene e di male.
pare che una parte di me, spinta da un'inquietudine decolorante, si sia spostata a nord, oltre il verde della foresta nera, con mio conseguente e grave scompenso.
sembra che più io sia diretta e più la gente mi arrivi obliqua, in palese protezione di cortili che non valgono un cazzo.
e pare pure che la mia ironia faccia a pugni con il pudore perbenista dei bravi ragazzi, sopratutto nei peggiori bar di caracas, quando nei bagni si è già formato un lago e tutto quel che accade è già dimenticanza.
dicono di avermi visto triste in prossimità degli orizzonti che si coloravano sopra il mare, con una lattina rossa piena di lacrime nere. o di cocacola sgasata, non è chiaro.
nel frattempo, nonostante tutto questo e benché io creda sia molto molto difficile, qualcuno in asia stava davvero cercando di tradurre haruki murakami per i lettori giapponesi.
![]() |
- pare non sia un'opera di banksy - Venus de Milo revisited Stencil, spray paint and acrylic on canvas • 210 x 140 cm - 82.7 x 55.1 in. |
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martedì 10 luglio 2012
conte, il motivo si capisce benissimo
certi prendevano la nave verso qualche affanculo più interessante, spinti dall'assenza di
un bacio o dall'eccesso di un niente.
pochi studiavano il modo per reggere l'estate e le sue nudità, la luce, la sete, l'eccitazione notturna piena di musica. quasi come se il rischio non fosse che un orgasmo o un raffreddore.
sotto le stelle dai viali di vienna si vedeva madrid, my man.
le donne odiavano il jazz e preferivano il moto ondoso. e si divertivano con la sabbia a costruire e distruggere castelli, tuffandosi negli abissi di qualche coglione alla ricerca di conchiglie inesistenti.
sotto le stelle di luglio l'ennesimo drink ti rubava il nord. mentre sotto la luna una chitarra scordata scassava le palle con le sue pene di mezzanotte e i giri sbagliati in la, rendendo piccole le ore e grande la possibilità di non sentire la sveglia.
ed è così che i duemila enigmi negli sbadigli del lunedì, quando la settimana ancora non promette e il traffico è lento di sonno e di frizioni premute male, si rivelano poi per quello che sono davvero: nient'altro che fame da colazione mancata.
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lunedì 18 giugno 2012
venerdì 11 maggio 2012
mercoledì 4 aprile 2012
martedì 13 marzo 2012
noble slut
nel sudore di sconosciuti che mi toccano e stancano
mi fermo nell'imbarazzo del dolore che non sento
e che potrei procurare.
chiusa a contare i passi nei pressi del blu,
lucida d'acque e calda di salti,
me ne sto non paga e pagata
a respirare a intervalli di tempo che so.
e a nascondere lo sguardo,
mentre mani da lavare
cercano e difendono e si allontanano da me,
tornano, partono
e poi si arrestano
sul mio seno umido di violenza evaporata, salina.
davanti alle mie gambe aperte e morbide,
magnifiche di strade e corde sbattute,
io non vedo che me
che godo di me
ad alte frequenze.
sabato 25 febbraio 2012
post-moderno: i titoli non servono
la sbronza sistematica si accompagna ad individui poco interessanti - dice consuelo.
beh! - dico io senza perplessità, come se avesse detto il cielo è molto spesso azzurro.
solitamente dotati di passione per il calcio - aggiunge.
e io: il calcio non esiste.
beh! - dice lei senza perplessità, come se avessi detto che del suo amico al primo giro potevi intuire i corpi mammillari danneggiati e la prolungata assenza di allenamento.
è che io non sopporto lo sballo sprecato - continua - hai presente?
beh! - rispondo, come se avesse detto è che io non sopporto lo sballo sprecato, hai presente?
ma forse il punto è che molti funzionano meglio alterati, no? - mi chiede.
senza dubbio - annuisco, quasi intendendo beh! e aggiungo: senti il mio pensiero: comportamento distruttivo bla bla, infanzia bla bla, bisogno bla bla, sesso bla bla, le cose peggiori le fanno gli altri bla bla.
stai dicendo che sono una giudicante? - dice.
sto cercando di dimostrare la potenza del bla bla. - dico.
no, stai dicendo che faccio considerazioni partendo da concetti banali, che sono un'idiota che non sa un cazzo di niente, che piuttosto che pensare alle mie dipendenze da shopping e prozac mi metto a giudicare gli altri, perché nella mia minuscola visione del mondo cerco e trovo comportamenti peggiori dei miei, solo perché magari sono meno profumati dei miei, perché penso che il contenitore pieno di cicche fuori dai supermercati sia il segno puzzolente di una debolezza diffusa e volgare, e mi fa schifo e tristezza insieme, lo so, lo so.
e io allora dico: wow!
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venerdì 10 febbraio 2012
the point is
nella deriva dell'elettronica, a guidare nella strada di ghiaccio che luccica, rincorsa dagli are you kidd... are you kidd… oh my! capisco poco e ballo molto, con nuovi concetti di percussione che mi suggeriscono di saltare, muovere e portarmi là. la rete di fitte trame, contraria alla riduzione d'identità, si scola litri di gbl diluiti con succo di pera. fresco, please. succo di pera. i'm not kidd… i'm not kidd…
the point is, three points are.
agli attacchi di danza di chi mi cura le forme applico il mio umore migliore, affascinata nel frattempo dalle notti di cristallo e dal figo che mi gira con le mani, sicuro: welcome! e ancora non mi durano i pensieri, avrei bisogno di… cerco un centro di gravità permanente ecc. ma due cose le so: le battaglie femministe del cazzo sono una contraddizione in termini e la pace dei sessi favorisce lotte più interessanti. over and over again.
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