venerdì 7 ottobre 2011

j.

- vedi john, tu sei un bravo ragazzo, con un grande senso della famiglia e altri problemi del cazzo, ok. ma questo non ti giustifica. lo so, lo so, dopo jim è stato difficile fare cose interessanti, avere quello sguardo, essere fighi e almeno un po' coerenti con quanto si dice cantando; è stato difficile e frustrante drogarsi, ubriacarsi, spogliarsi in pubblico, avere pochi capelli eccetera eccetera eccetera. è vero. ma adesso basta. 

- ma tu chi cazzo sei?

- sono jack, lo sterminatore di epigoni. 

- jack, togliti dai coglioni. io non mi chiamo john e non conosco nessun jim.

- vedi john, il tuo limite è proprio questo: non ti chiami john e non conosci jim.

- senti, ho capito, sei fuori di testa e ti fai di acidi come i doors. ma che cazzo vuoi da me? 

- solo insultarti john, solo questo.  

martedì 20 settembre 2011

prospettiva con due punti di fuga


korsakoff, nonostante le apparenze, era nato in quella parte dell'europa accidentale che molti chiamano casa.
era uno normale: occhio languido nei bar, frustrazioni in vista e un gran bel sorriso.

come tanti, non faceva una minchia dalla mattina alla sera. con gli sconosciuti al bancone si vantava di poter passare tutta una notte sveglio a raccontarsi balle.  loro ridevano, lo guardavano e bevevano alla sua salute, contenti di quel ragazzo un po' cesso e un po' no.

consuelo si scopò korsakoff abbastanza in fretta, aveva un impegno alle otto.
lui si sarebbe ricordato per sempre le 52 parole post orgasmiche di lei:

"che poi noi, la gente, diamo un nome alle cose, le definiamo in base a quello che possiamo, sappiamo, spinti dalla necessità di non avere mai un briciolo di colpa per le stronzate che facciamo e non facciamo, come se la protezione garantita da una bugia fosse gratis, priva di conseguenze, migliore."

la sua faccia, invece, non la riconobbe manco il giorno dopo, quando tentò di abbordarla con la stessa frase delle ore sette della sera prima: "sai che posso stare tutta una notte sveglio a raccontarmi balle?"
consuelo lo ignorò. ma non per via della storia dei treni che passano una sola volta eccetera; no, quella non c'entrava niente, anche perché lo sanno tutti che i treni ripassano. ogni giorno.
lo ignorò e basta.
e al resto del bar, rumoroso e pieno, con i velvet underground sparati a mille, non gliene sbatté davvero un cazzo.

domenica 24 luglio 2011

il campione sono io



da recenti studi è emerso che tra l'aver capito tutto e il non aver capito un cazzo c'è uno spazio così: [ ]. la ricerca è partita da questa domanda: gli ermetici hanno rotto i coglioni? 
è certamente un grande idiota chi, per provare a dire qualcosa a due tre persone, dice cose incomprensibili al resto del mondo, sostiene mia nonna. 
è una questione di coraggio, intradice l'analista, che banalizza per mestiere.
a volte di poesia, sussurra un critico letterario traviato da ungaretti.
spesso è solo noia, dico io. perché nessuno dice niente a nessuno baby, è solo pieno di gente che cerca di scopare facendo dei lunghi soliloqui. 
io tendo a non ascoltare, dice baby. chiudi la bocca!

venerdì 1 luglio 2011

london

sono qui          senza di te           sempre più bionda.
e dopo aver scoperto la banalità nel mare, ti mando un chilo di complimenti che mi sono avanzati dall'ultimo giro, magari tu saprai che farne. 
mi hanno detto che con the pen is on the table un corso d'inglese non c'esce: I understand, è giusto. quasi quanto una domenica che finisce. 
intanto la realtà continua a starsene fuori dalle teorie mentre i turisti arrivano e i turisti partono, partono e ancora arrivano: il motivo non lo so. ma per adesso m'interessa molto di più preparare la battaglia di hastings e nelle pause morte autoconvincermi che svaligiare una banca è una cattiva idea. lo è?

- con quei 18 gradi da aria condizionata? è una PESSIMA idea amore, come minimo ti becchi la febbre!
- hai ragione amore, hai ragione.

ho pensato due cose da quando sei partito:
1) che be alone è quello che so fare meglio
2) e che in fondo ho sempre amato il prossimo.

preparati(vi)

sabato 25 giugno 2011

l'importanza dell'aggettivo

balena
balena bianca
balena bianca innamorata

martedì 31 maggio 2011

carriere della sera

tracey emin 

trovi quello che cerchi. e tanto prima o poi lo capisci. il mio difetto in questo tipo di occupazione vitale è che sovrastimo, esponendomi così a delusioni che mi creano imbarazzo. ma in fondo si tratta solo e sempre della mia geometria, roba che studio da anni formulando teoremi e progettando castelli fighissimi in cui un giorno andrò a vivere. nel frattempo mister p mi ha invitata a cena e io ho pensato di finire il post con tre verbi ambigui che mi dilettano:
errare;
navigare;
contar.

sabato 21 maggio 2011

Coppia di fatti - 1

- ahahahahah!
- ahahahahah!
- ahahahahah!
- ahahahahah!

venerdì 15 aprile 2011

e sul tema del flirt, eccessivo fu il sax


il menefreghismo devi servirmelo freddo baby, altrimenti non funziona. e anche se posso bermi qualsiasi cosa, prendi nota: preferisco due guinness extra stout senza show.  

mercoledì 13 aprile 2011

call bill vol. 1

y decirte niña hermosa.
ultima immagine kill bill 2: notare la faccia.



l'effetto della droga è svanito e beatrix ha appena realizzato che è rimasta sola con la bambina: niente più giochetti con lucy liu, addio yakuza e addio tuta gialla, katana e pistole. 
tutto va bene nella giungla. 
è terribile, il massimo del pulp. 
ancora un attimo di silenzio. 
la paranoia cresce. 
la bambina sorride. che cazzo avrà da sorridere, si chiede beatrix. 
respira. 
ancora. 
e ancora. 
meiko kaji inizia a cantare tarekarerè, icini tamakò e robe così. 
beatrix caccia un urlo:
BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIILLLLLLLLLLLLLLLLLL!


venerdì 8 aprile 2011

a serious girl

questo è quanto: del paradosso del gatto non gliene frega un cazzo a nessuno.
e quindi il gatto non esiste.

sabato 26 marzo 2011

i suonatori di autoharp sono quelli che suonano l'autoharp


i cantanti non si pagano. cioè. non è giusto pagarli. a me capita per esempio di ascoltare una canzone e pensare meglio*. e allora mi dico: questa canzone l'avrei dovuta pagare perché qualcuno ci ha lavorato e io ne sto traendo un beneficio. 
però.
quando ascolto una canzone che mi fa pensare peggio***, non mi dico: meno male che non l'ho pagata. ovvero, non elaboro un senso di rivalsa verso qualcuno che ci ha lavorato. quindi, ritenendo ingiusto questo stato di cose che crea uno scompenso sempre a favore del cantante, io mi sento legittimata a non pagare la musica. è dunque colpa della struttura mentale che sta dietro il mio personale giudizio emotivo ed estetico se il mercato discografico per sopravvivere deve vendere droga. o cose molto simili. 
preciso: per effetto della distribuzione conservativa delle qualità artistiche nel mondo - da me teorizzata in questo istante - l'entità del risarcimento supererebbe sempre quella del guadagno.


* inteso in senso sintetico assoluto. ok ok, non so se esiste il senso sintetico assoluto, ma era per dire che quando scrivo pensare meglio mi riferisco anche a tutte le volte che ho scopato** grazie alla musica, come soggetto attivo e passivo (inteso in senso sintetico assoluto o ssa).
** inteso in ssa.
*** credo tu abbia capito.

martedì 22 marzo 2011

the king of limbs

è bello quando dici che le persone che vogliono l'attenzione di tutti sono quelle che poi se la prendono, tipo madonna. sono d'accordo.

carrie: amore, chi ti ha detto che vuoi l'attenzione di tutti questa volta?
io: bah, nessuno, dicevo così ...
carrie: dimmelo.
io: due o tre persone, ma non …
carrie: che noia amore, non frequentare certa gente! 

e poi, pensandoci, in un post precedente mi sono dimenticata di scrivere che quando un uomo ti da della puttana è perché si sente in debito e si eccita per questo. mentre tu ti ecciti perché in fondo lo sei: puttana, certo, ma anche perché pensi:  questo coglione non vorrà pagarmi per una cosa che sto facendo gratis?? 

carrie: amore, chi ti ha detto che sei una puttana?
io: bah, nessuno, dicevo così ...
carrie: dimmelo.
io: due o tre persone, ma non …
carrie: ma chi cazzo stai frequentando?? 

due o tre persone: noi. ok, ci leviamo dai coglioni. ciao.

comunque, 
mesi fa ho conosciuto uno che ieri l'altro mi ha detto: voglio mantenere un certo grado di distacco. e io gli ho detto: ci mancherebbe altro.

- gli hai detto proprio così, ci mancherebbe altro?
- sì.
- e lui ha proprio detto grado di distacco?
- sì.
- e quanto ci hai messo a scopartelo?
- con un certo grado di distacco? sempre troppo tempo amore, sempre troppo tempo! qua sintetizzo per fare la figa.
- certo. e questa mania dei due punti?
- ho riletto hemingway.
- ah beh.
- e tu?
- io mi sto annoiando, mi fa schifo tutto. andiamocene amore, qua non c'è niente, non c'è nessuno, non c'è vita, non c'è gente figa, non ci sono spettacoli, non c'è nemmeno musica!
- cazzo amore, e dai, ti stai sempre lamentando, mi sembri i radiohead!
- chi??
- ...

giovedì 10 marzo 2011

e sono i giorni in cui ho dormito almeno sette ore



tra me e te avanzavano già due persone, perché aggiungerne un'altra? potresti pure rispondermi che tutto è lecito nell'illecito, certo.  o che, come ti dissi una volta, la promiscuità è solo una delle tante caratteristiche umane con l'accento sulla a. ma la cosa migliore che puoi fare è stare in silenzio, così come so che farai. mentre io continuerò a cercare il senso letterario delle parole, mezzo annoiata e mezzo innamorata, tra cinque o sei impegni facili e tre buone occasioni per leggere. perché non lo faccio mai abbastanza. e se ci metto il punto di domanda ti inganno. ma tanto alla punteggiatura non fa più attenzione nessuno. e io, che mi trattengo dal correggere in rosso le bolle di trasporto che mi passano davanti, non sono nient'altro che un'introversa che parla solo di sesso. e magari non sarà l'ultima stronzata che ti scriverò, ma è proprio vero quello che dici: ci sono giorni in cui io sono particolarmente bella. 

venerdì 4 marzo 2011

in silenzio è d'oro

mi piacciono le persone che sanno fare bene le cose sbagliate. e dopo che le hanno fatte, seguono questa semplice regola: la cazzata l'ho fatta io e me la gestisco io, vietato rompere i coglioni al prossimo.
- nemmeno al medico che deve metterti due punti in testa dopo che hai lanciato l'auto sul muro?
- nemmeno al medico!
- nemmeno all'avvocato che può evitarti la galera?
- nemmeno all'avvocato!
- nemmeno al …
- hai rotto il cazzo!
quelli che ti prendono alla lettera io li prenderei per il collo. se fossi violenta. 

lunedì 14 febbraio 2011

you know that we are living in a material world

che poi uno fa il figo, sperimenta, gode, si diverte, fa grossi giri evolutivi intorno a zone erogene sparse per il mondo, lecca e tocca fino all'appagamento sensuale, suda su bocche e gambe aperte, si muove alla ricerca di un qualsiasi orgasmo e altre cose così, ma alla fine crolla. e di fronte a cosa crolla? di fronte all'amore? non essere ridicolo! crolla di fronte ai limiti fisici. è un fottuto circolo vizioso: usi il corpo, lo logori, lo sottoponi ad esercizio continuo e poi? poi hai le occhiaie, forti dolori alla schiena, molto sonno e cominci a non piacerti e a non aver voglia di scopare con nessuno. non fare quella faccia amore, non hai le occhiaie, tranquillo! dicevo, è terribile ammettere di non farcela, no? come la prima volta a bologna che alla fine della seconda ripresa erano finite anche le energie. ma non quel cazzo di orgoglio e di fiducia nella bellezza di altri due minuti spesi a muoversi! hai presente? come no? ok ok, volevo solo consigliarti di iscriverti nella mia palestra.





venerdì 11 febbraio 2011

se non ora, quando?


- me la dai?
- certo.
- sei una ragazza facile.
- davvero? perché?
- ok, non sei facile.
- perché?
- sei una ragazza troppo difficile.
- ma perché?
- ok ok, sei molto molto speciale.
- ho già detto che te la do!
- sei nervosa?
- sono nuda.
- ma sei pensierosa.
- ho le gambe aperte.
- tu non mi ascolti.
- mi sto toccando.
- guardami.
- preferisco il sesso anale.
- puttana!
- sì, sì, sì!