sabato 17 aprile 2010

Antropologia asociale


presso alcune popolazioni del mediterraneo è ancora in uso, in determinate occasioni, la separazione dei generi sessuali. tale atavico costume fa sì che se stai con uomo puoi goderti la sua assenza il giorno della champions league, quello della partita a calcetto, quello delle prove con il gruppo, quello delle cene maschie, eccetera eccetera eccetera. che sì, ok, vieni anche invitata, però hai una risposta inconfutabile: cosa ci faccio amore? e menti spudoratamente dicendo che odi il calcio, che sai giocare solo a pallavolo, che tanto ci vediamo domani, eccetera eccetera eccetera. disgraziatamente, se stai con una donna… 

- oggi ceniamo da paola. tutte donne, mollano i mariti e i fidanzati.
- mmh.. paola è una tua amica, io non..
- ma che c'entra? siamo tra noi.
- e, tra voi. amore, vai tu, io cosa ci faccio?
- come sarebbe a dire?
- ok (cazzo, cazzo, cazzo!).*

e mentre il gineceo si diverte con argomenti di cui non te ne può sbattere di meno, dentro di te succede di tutto, rimpiangi tutto, rinneghi tutto. ma il peggio deve ancora arrivare. perché il peggio è quando mogli, mamme, fidanzate e single, concentrate in una stanza, cominciano a parlare di sesso! a quel punto inizi a contare i passi che ti separano dalla finestra, studi il percorso con partenza dal divano nel quale sei costretta da due ore e mediti seriamente un'uscita di cena (volevo scrivere cena) molto cinematografica. le risate pudico-allusive di alcune, messo da parte il piano suicidio per ovvi motivi che sintetizzerò con la vita è troppo bella, ti fanno infine pensare ad un'operazione chirurgica risolutiva.

- dottoressa, voglio diventare un uomo.
- motivo?
- cene per sole donne.
- capisco. 

ogni riferimento a cene realmente accadute è puramente casuale. 


* tipico sfogo mentale derivante da repulsione incontrollabile per una storia saffica.

mercoledì 14 aprile 2010

Un collegamento che sussiste fra determinate entità (W. P.)


dopo i vaneggi con carrie mi domando sempre cos'è una relazione a distanza. cioè, quale relazione non lo è? io non ne ho mai avuta una senza distanze. forse l'unica differenza è che quelle geografiche sono talvolta colmabili.

  • cazzo, che non lo vedo! che adesso voglio scopare e non c'è, capito?
  • sì, vabbè..
  • con lui!
  • sì, ma..
  • SCOPARE!
  • ok, ok. ryanair.

la cosa che mi suona peggio rileggendo questo post non è talvolta, ma il termine relazione. e purtroppo l'analista dice che dopo aver fatto fuori coppia, amore, mamma e progetto non posso permettermi di eliminare altre parole chiave.  

venerdì 9 aprile 2010

Cattedrali egotiche


Relazionarsi con una ragazza vanitosa appena conosciuta è assai complicato. 
Perchè lei non ha il senso della realtà e tu vuoi solo portartela a letto. Così, dopo numerose birre e vari preliminari illegali, capita che tu sei un po' tesa perchè devi fare la pipì. Lei, che è probabilmente provvista di una vescica enorme, continua a parlare senza sosta. E interpreta il tuo nervosismo a vantaggio del suo ego.
Lo fa.
E gongola pensandosi fighissima ma soprattutto impedendoti di guadagnare il bagno. 
La stai odiando, non te ne frega un cazzo di come abbia tradito luca e arredato la casa, che abbia preso un gatto, di quell'ossessione per l'orgasmo, di quanto si droghi nei weekend, di quello che legge, di come apra le gambe per godere, nulla di nulla, non te ne sbatte nulla! Il tuo disprezzo e la tua indifferenza sono evidenti. Ma lei cosa fa? Interpreta! 
Cazzo, lo fa! 
Prende il tuo malessere per eccitazione finchè tu, conscia dell'inondazione imminente, ti adegui e dici: sei troppo figa, se non vado via subito non so cosa potrebbe succedere. E ti volatilizzi, corri felice e libera verso il cesso mentre l'illusa si bea di quell'effetto che fa a tutte.