martedì 2 marzo 2010

Quello che mi piaceva era Mondrian, non Rubik



e non ti dà fastidio quando guardando il tuo tatuaggio ti chiedono: e se un giorno ti stanchi?
che domanda è? cioè, considerata la volubilità del carattere umano e che non puoi discendere due volte nello stesso fiume eccetera eccetera, è plausibile. ma è una domanda talmente intima e importante che - come minimo - te la dovrebbero fare quando, dimentico di eraclito e di tutta la scuola ionica, dimostri di esserti davvero bevuto il cervello! tipo:
- mi sposo.
- e se un giorno ti stanchi?
vedi, in questo caso non ti pesa nemmeno l'assenza del congiuntivo. che coincide spesso con l'imperfezione dell'indicativo, tra le altre cose. 
comunque, la risposta migliore a "e se un giorno ti stanchi?" è:
- quel giorno, se non avrò di meglio da fare, ti prometto che ci penserò.