ti avrei potuto far godere, blond man, ma hai riempito male lo spazio. bastava solo un po' più di violenza, invece tu hai preferito stupirmi con gli effetti visivi sullo schermo, una prova d'inglese, il tuo cervello e poca birra. come se io stessi cercando di riempirmi di qualcosa, coglione. ma d'altronde questo dipende dalla tua teoria sui sessi, no? dalle tue finestre si vede tutto. una formalità. un pozzo sicuro. credo tuttavia che il nostro coito inespresso, nonostante i tuoi maldestri e filosofici tentativi di eccitarmi on line e nelle piazze, abbia reso meglio comprensibile la mia curiosità sulla tua meccanica. e devo dirti che con i tacchi, avevi ragione blond man, il mio culo è davvero perfetto.
domenica 5 dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
leaks
- questa roba ci uccide i neuroni cazzo!
- tanto meglio, si fottano i neuroni! magari sterminandone un po' ci facciamo meno seghe mentali.
- fossero solo mentali…
- non stai scopando?
- non abbastanza, tanto per cambiare. e tu?
- oh, c'è troppo freddo.
- cazzo è vero! però come fai?
- parlo, parlo un sacco: terribile.
- pessimo. mancano ancora 4 mesi alla primavera.
- 110 giorni.
- devi scopare amore, stai pure iniziando a contare!
- eh lo so, lo so cazzo!
- l'inverno è una merda.
- bah, la vera merda è che spendo più soldi in alcol.
- certo. ma amore, è per il tuo bene, lo sai, comunicare è pericoloso.
- per usare un eufemismo.
- e allora bevi, tappati la bocca e scopa come un tempo!
- eh ma è un casino, non ci si può manco più sbronzare lontano da casa adesso!e la patente mi serve.
- per tagliare le piste?
- è perfetta, ammettilo.
- hai ragione. oh, ma l'analista cosa dice?
- di usare il bancomat.
- no, dai.
- boh, sta terapeuticamente fingendo di non ascoltarmi.
- che culo!
- e la tua?
- lasciamo perdere. la pago per facilitarmi l'esistenza e mi pone problemi linguistici: dice cose incomprensibili. la voglio mollare.
- in città li hai già girati tutti, amore.
- sai che novità...
- che puttana!
sabato 30 ottobre 2010
Tragica. Suo malgrado.
il bianco non le si addice. accentua qualcosa di troppo.
è insipido, dice lei.
aggiungi il sale, dice lei.
passamelo, dice lei.
prenditelo, dice lei.
guarda dall'altra parte, respira. pensa che lo farà. non è che lo decide: le piace
pensare di farlo per poi farlo. è così tragica, suo malgrado. la conseguenza
di essere nata in russia, poco lontano dal baltico.
- le richieste escono sempre
meglio in ginocchio, da una prospettiva senza sguardi, pensa.
senza Jack la testa viaggia a velocità
incontrollabili, le ripete il suo sparring da un sacco di giorni.
cazzo, fosse solo quello, dice lei.
è solo quello bambola, fidati, dice lui.
lo sparring ha le risposte, lei le domande. stasera.
il bar è pieno. donne a buon mercato le si offrono al bancone. - poco sale, poco sale, pensa. si avvicina ad una paio di labbra: un centimetro di distanza e la puttana deglutisce, spalanca la bocca, pronta a dare il meglio che ha.
lingua in gola. - poco sale, pensa.
giovedì 9 settembre 2010
Analisi logica
- ricordati che le cose hanno l'importanza che tu gli dai.
- dai loro.
- quale oro?
- no, parlavo del complemento di termine.
- di termine???
- era plurale.
- complementi di termini???
- nel senso che non era imperativo ed era senza l'apostrofo.
- cazzo dici, l'importanza vuole l'apostrofo!
- no! cioè sì, pero'… no, vedi, mi confondi, lì ci vuole l'accento!
- sulla i, certo.
- è impossibile!
- ti dico che è così.
- parlavo della o!
- quale o???
martedì 24 agosto 2010
L'arabia e l'orgoglio
il ramadan si manifesta sotto forma di casino notturno dal suono esotico. si potrebbe quasi pensare che ad una privazione faticosa consegua, a sole tramontato, una degenerazione morale. il mio amico trans dice che grazie a questo basilare principio psicologico lei si guadagna il pane (volevo scrivere pane). e io non mi convincerò mai abbastanza dei vantaggi economici che derivano dall'avere il pene (volevo scrivere pene) tra le gambe piuttosto che nel cassetto del comodino. davvero una brutta cosa l'invidia del pane! e mi sembra superfluo ribadire che io non faccio errori con la tastiera. ne faccio altri.
- di ridondanza?
- anche.
- hai mai pensato di fare un post su di me?
- mmh… no, boh, forse.
- mi piaci sempre.
- per i post?
- quali post?
- ahahahah!
- dai, ci lega qualcosa da anni.
- il sesso?
- non è solo attrazione.
- attrazione?? ah sì, il sesso.
- è che la nostra storia è così strana…
- nostra storia??
- sì, mi piaci troppo, alla fine non ci perdiamo mai.
- emh…
- forse perché sparisci.
- eh, il segreto è quello.
- e quindi?
- PUFF!
lunedì 19 luglio 2010
Un giorno di luglio
cibo: 1 colazione e 3 disordini.
musica: 7 ore, 25 album, 1 ipod, 1 mac e 1 pc.
dovere: 6 ore e 7 sorrisi.
eterosessualità: 10 minuti scarsi.
boxe: 2 ore e 4 docce.
perspiratio sensibilis: intensa (vedi sopra).
mare: da lontano.
nostalgie: 3 minuti. lunghi.
proposte sessuali: 6, di cui 3 esplicite, 2 velate e 1 immaginata.
pesche: 2. rosse e dolci sulla lingua.
pensieri: 37 minuti e 49 secondi.
letture: 27 pagine, 3 siti e 7 blog.
bugie: 2. grosse e dolci sulla lingua.
fantasie: 4 ore e 30 minuti, di cui 3 secondi per la proposta sessuale immaginata.
paranoie: DATO NON PERVENUTO.
viaggi: 3, valencia, is arutas e wonderland.
sonno: 5 ore e nessun ricordo di quanto accaduto.
venerdì 2 luglio 2010
Manifesta
nel recinto stava una vacca, di lupi e da lupi innamorata. e disturbata. finito l'omeprazolo decise, ancorché sobria, di curare altri aspetti della sua vita animale, forse più importanti o forse no. e assillata un giorno da questioni di noia e soldi, così andava dicendo:
gli umori della città li decide il traffico.
MA L'ERBA VOGLIO NON CRESCE
NEPPURE NEL GIARDINO DEL RE
MA L'ERBA VOGLIO NON CRESCE
E IO NON SO IL PERCHE'
alla fine del post, solo tre cose le furono chiare: l'insofferenza per i puntini di sospensione, l'amore per le persone perbere e il dramma incompreso della vanità.
(l'immagine non è di Magritte)
(l'immagine non è di Magritte)
mercoledì 9 giugno 2010
che se ci tieni tanto puoi baciarmi ogni volta che vuoi
può capitare che magari stai tornando a casa e pensi "chissà giulia...".
e te lo domandi così, aumentando il volume dell'autoradio sulla canzone che ora ascolti più spesso, buttando uno sguardo al cielo della sera, respirando l'odore di sale che già arriva fin dentro la città.
scali di marcia, metti la freccia, ti spii nello specchietto, ti piaci, ti guardi negli occhi. e dentro la testa confondi paesaggi e sensazioni, sbronze e lingue. mischi tutto: il treno, la white widow sul canale, l'orangekerk, la bici, le metamorfosi, l'aereo,
scali di marcia, metti la freccia, ti spii nello specchietto, ti piaci, ti guardi negli occhi. e dentro la testa confondi paesaggi e sensazioni, sbronze e lingue. mischi tutto: il treno, la white widow sul canale, l'orangekerk, la bici, le metamorfosi, l'aereo,
le felpe rosse e blu, il sushi bar, le donne che ti piacciono, quelle che tocchi, lecchi, desideri, odori.
non ti fai troppe domande, hai capito che non è così che funzioni, che sei stagionale e temporanea. ciclica. e tra il desiderio di andartene e quello di rimanere, lo sai, c'è sempre un'indecisione che sa di hashish.
non ti fai troppe domande, hai capito che non è così che funzioni, che sei stagionale e temporanea. ciclica. e tra il desiderio di andartene e quello di rimanere, lo sai, c'è sempre un'indecisione che sa di hashish.
avanzano cose da fare, come i centesimi sul comodino sotto la lampada. che quando li conti, a tempo perso, capisci che non fanno quasi mai la differenza.
il caldo comincia a infastidirti, ti sta addosso, ti molesta finché non ti spoglia con violenza davanti alla finestra.
ancora giulia tra i pensieri. ti dici che starà bene, che avrà risolto casini e amori, corretto bozze e consegnato lavori in tempo. o risolto bozze e consegnato amori in tempo, tanto è uguale. sì.
a letto prendi allora la chitarra e ti canti che la notte non ha bisogno, che la notte fa benissimo a meno del tuo concerto, della durata di una stanza e nananananana nanana nanana.
lunedì 24 maggio 2010
Sperimentale
il punto è che spesso le cose finiscono, nonostante Lavoisier.
però è bello il candore con il quale un vecchio amante si avvicina e mi fa "quando facciamo l'amore?". e si dà il caso che io non balbetti in simili circostanze. tuttalpiù mi eccito, qualche volta. ma fa tutto il mio ego: si bea delle attenzioni e rimane soddisfatto a contemplarsi e raccontarsi frottole. e io? io sono anni che bacio chi voglio. e le domande con il quando mi indispongono. preferisco approcci più decisi tipo facciamo l'amore - adesso. probabilmente il fatto che sia il 99% delle volte impossibile, fa salire il livello del mio coinvolgimento.
- nessuno mi ha mai detto ti amo.
- a me tutti. terribile.
- e tu?
- secondo te?
- cazzo!
- e cosa fai? non è bello dire io no. o ridere. o scappare. o niente. ecco vedi, il silenzio è deleterio, il peggio del peggio.
- ma…
- guarda che non costa nulla. anzi, meglio tagliarla corta e ..
- sei una merda.
- anche io ti amo.
ok.
- cosa ti piace?
- i baci senza conseguenze.
- è un messaggio?
- no, una risposta.
- sei una presuntuosa.
- e tu?
- io ti amo.
- …
- …
- …
- …
- …
- …
- …
visto?
domenica 16 maggio 2010
Without you I'm something
la sperimentazione del dolore è tenere la guardia bassa quando sai che puoi spaccargli il culo. la chiave è la consapevolezza, sentirsi il centro del mondo solo istinto di miglioramento della vita. ché se arthur dent avesse saputo, col cazzo che s'avrebbe costruito la casa! ma questo è quanto rimane degli effetti spermografici di itunes. e quasi come eroine, ce ne stiamo piene, tossiche indipendenti nei giorni pari. la musica fa da placebo, ci modula e addormenta, corregge la fortuna. don't panic.
venerdì 14 maggio 2010
Appetiti
chi divora libri ha una peristalsi intestinale piuttosto vivace. perché il processo di digestione, dice mi hermana, è altamente sofisticato, richiede tempo e comincia con una buona e minuziosa, attenta masticazione. che fascino la gastroenterologia, no?
l'altra sera pensavo che dopotutto posso avere chi voglio per soddisfare quel bisogno che sento agitarsi tra le gambe. ma la verità è che io a certi orgasmi ho sempre preferito la pizza. tipo:
prima
- ho voglia di te.
- io di una margherita doppio sugo.
dopo
- è stato bellissimo...
- si mangia?
sabato 17 aprile 2010
Antropologia asociale
presso alcune popolazioni del mediterraneo è ancora in uso, in determinate occasioni, la separazione dei generi sessuali. tale atavico costume fa sì che se stai con uomo puoi goderti la sua assenza il giorno della champions league, quello della partita a calcetto, quello delle prove con il gruppo, quello delle cene maschie, eccetera eccetera eccetera. che sì, ok, vieni anche invitata, però hai una risposta inconfutabile: cosa ci faccio amore? e menti spudoratamente dicendo che odi il calcio, che sai giocare solo a pallavolo, che tanto ci vediamo domani, eccetera eccetera eccetera. disgraziatamente, se stai con una donna…
- oggi ceniamo da paola. tutte donne, mollano i mariti e i fidanzati.
- mmh.. paola è una tua amica, io non..
- ma che c'entra? siamo tra noi.
- e, tra voi. amore, vai tu, io cosa ci faccio?
- come sarebbe a dire?
- ok (cazzo, cazzo, cazzo!).*
e mentre il gineceo si diverte con argomenti di cui non te ne può sbattere di meno, dentro di te succede di tutto, rimpiangi tutto, rinneghi tutto. ma il peggio deve ancora arrivare. perché il peggio è quando mogli, mamme, fidanzate e single, concentrate in una stanza, cominciano a parlare di sesso! a quel punto inizi a contare i passi che ti separano dalla finestra, studi il percorso con partenza dal divano nel quale sei costretta da due ore e mediti seriamente un'uscita di cena (volevo scrivere cena) molto cinematografica. le risate pudico-allusive di alcune, messo da parte il piano suicidio per ovvi motivi che sintetizzerò con la vita è troppo bella, ti fanno infine pensare ad un'operazione chirurgica risolutiva.
- dottoressa, voglio diventare un uomo.
- motivo?
- cene per sole donne.
- capisco.
ogni riferimento a cene realmente accadute è puramente casuale.
* tipico sfogo mentale derivante da repulsione incontrollabile per una storia saffica.
mercoledì 14 aprile 2010
Un collegamento che sussiste fra determinate entità (W. P.)
dopo i vaneggi con carrie mi domando sempre cos'è una relazione a distanza. cioè, quale relazione non lo è? io non ne ho mai avuta una senza distanze. forse l'unica differenza è che quelle geografiche sono talvolta colmabili.
- cazzo, che non lo vedo! che adesso voglio scopare e non c'è, capito?
- sì, vabbè..
- con lui!
- sì, ma..
- SCOPARE!
- ok, ok. ryanair.
la cosa che mi suona peggio rileggendo questo post non è talvolta, ma il termine relazione. e purtroppo l'analista dice che dopo aver fatto fuori coppia, amore, mamma e progetto non posso permettermi di eliminare altre parole chiave.
venerdì 9 aprile 2010
Cattedrali egotiche
Relazionarsi con una ragazza vanitosa appena conosciuta è assai complicato.
Perchè lei non ha il senso della realtà e tu vuoi solo portartela a letto. Così, dopo numerose birre e vari preliminari illegali, capita che tu sei un po' tesa perchè devi fare la pipì. Lei, che è probabilmente provvista di una vescica enorme, continua a parlare senza sosta. E interpreta il tuo nervosismo a vantaggio del suo ego.
Lo fa.
E gongola pensandosi fighissima ma soprattutto impedendoti di guadagnare il bagno.
La stai odiando, non te ne frega un cazzo di come abbia tradito luca e arredato la casa, che abbia preso un gatto, di quell'ossessione per l'orgasmo, di quanto si droghi nei weekend, di quello che legge, di come apra le gambe per godere, nulla di nulla, non te ne sbatte nulla! Il tuo disprezzo e la tua indifferenza sono evidenti. Ma lei cosa fa? Interpreta!
Cazzo, lo fa!
Prende il tuo malessere per eccitazione finchè tu, conscia dell'inondazione imminente, ti adegui e dici: sei troppo figa, se non vado via subito non so cosa potrebbe succedere. E ti volatilizzi, corri felice e libera verso il cesso mentre l'illusa si bea di quell'effetto che fa a tutte.
martedì 2 marzo 2010
Quello che mi piaceva era Mondrian, non Rubik
e non ti dà fastidio quando guardando il tuo tatuaggio ti chiedono: e se un giorno ti stanchi?
che domanda è? cioè, considerata la volubilità del carattere umano e che non puoi discendere due volte nello stesso fiume eccetera eccetera, è plausibile. ma è una domanda talmente intima e importante che - come minimo - te la dovrebbero fare quando, dimentico di eraclito e di tutta la scuola ionica, dimostri di esserti davvero bevuto il cervello! tipo:
- mi sposo.
- e se un giorno ti stanchi?
vedi, in questo caso non ti pesa nemmeno l'assenza del congiuntivo. che coincide spesso con l'imperfezione dell'indicativo, tra le altre cose.
comunque, la risposta migliore a "e se un giorno ti stanchi?" è:
- quel giorno, se non avrò di meglio da fare, ti prometto che ci penserò.
martedì 16 febbraio 2010
Funzione fàtica
Mister P: Buongiorno, come va?
(laverame: se mi baciassi adesso, mister p, andrebbe senz'altro meglio!)
Io: Buongiorno Mister P! Tutto bene, grazie. Lei?
Mister P: Non c'è male. Si allena sempre?
(laverame: guardami ancora così e te lo do io il tanto!)
Io: Ogni tanto. Lei?
Mister P: Bah, con il mio lavoro è impossibile, non ho mai tempo...
(laverame: potrei baciarlo io, almeno sta zitto! mi sono accorta che le mie azioni sono determinate più dall'intolleranza che dall'eccitazione. avrò preso qualche malattia. o dovrei semplicemente leggere talcott parsons.)
Io: Eh, immagino...
Mister P: So che sta pensando che sono tutte scuse.
(laverame: lo sono.)
Io: Lo sono. Emh... ho pensato a voce alta?
Mister P: Ah ah ah, è sempre un piacere parlare con lei!
(laverame: non hai capito un cazzo, mister p!)
Io: E per me è un piacere parlare con lei.
Mister P: Arrivederci.
(laverame: che noia, santo cielo!)
Io: Arrivederci.
appena mister p sarà mio, potrò completare il post.
Etichette:
La struttura dell'azione sociale (1937)
venerdì 12 febbraio 2010
Sin T.
io non so niente.
a parte che la venere non deve più nascermi intorno.
oggi apprezzo solo i venti. quelli violenti, di salisburgo, ad agosto.
l'assenza delle maiuscole può davvero rivelare tutto. alla tastiera continuerà
a mancare l'inchiostro, probabilmente. e al ring il tempo reale.
d'altronde neanche tu sai niente.
a parte che l'austria continuerà davvero ad esistere.
posso andar via. e per quanto non mi piacciano i verbi spezzati, so che qua suona meglio così.
adiacenza insolita di consonanti.
venerdì 5 febbraio 2010
Dormo sempre troppo poco
io: oh, buonanotte.
carrie: aspe'.
mel: buonanotte???
e lady gaga blabla, e l'amore è una merda, e
buoni questi biscotti, e passami l'acqua,
e guarda questo figo, e non so usare il tuo mac, e devo fare sesso,
e dio benedica l'alcol, e madonna ha rotto i coglioni con il malawi,etc etc.
e un'altra ora così.
io: oh, adesso è tardi, vado a dormire.
carrie: aspe'. è erba, cazzo!
mel: a dormire???
e ancora. dai cinciun trovi tutto, dobbiamo fare un viaggio,
dovrei finire le cose che inizio, quella è psicopatica,
siamo delle brutte persone ma ridiamo molto, siamo solo dei poveri drogati,
mavvai, ahahahah, prendi il cioccolato, cazzo che freddo,
togli questi depressi dei doors, etc etc.
io: beh…
carrie: aspe'.
mel: ???
io: e no cazzo, domani mattina lavoro!
carrie: ma non è vero!
io: certo che è vero!
mel: no!
io: sììììì, cazzo, io lavoro dal lunedì al venerdì, mettetevelo in testa, accettatelo! io l'ho accettato, provateci anche voi!
carrie: oddio!
io: lo so, è terribile.
mel: ok, ciao.
io: e l'ultima?
carrie: ok.
domenica 24 gennaio 2010
INTERMEZZO
Ogni giorno, ogni sera, qualcosa va via.
E' che la città ti entra dentro la testa, basta una macchina, i bassi nella
E' che la città ti entra dentro la testa, basta una macchina, i bassi nella
pancia, lo spazio in bianco e nero, il riso al curry.
I fatti sbandano sui marciapiedi,
I fatti sbandano sui marciapiedi,
mi sorridono chiedendomi abbastanza per essere ignorati
C'è sempre un piano di sopra nelle mie case.
ISOLATION
Posso farmi portare a letto soltanto quando sono talmente sbronza da non
riuscire a farlo io. Lo specchio prima di tutti, poi il lavandino infine il sonno.
ISOLATION
Ian Curtis è reale e baritono quanto te certi pomeriggi.
Intermedi entrambi.
Intermedi entrambi.
Guarda le mie fotografie e prova a dirmi che non saremmo stati
bene insieme io e lui.
IAN: ISOLATION.
Io: I love you so much Ian…
IAN: ISOLATION
Io: Look at me..
IAN: ISOLATION
Io: Touch me...
IAN: ISOLATION
Io: This is my one lucky prize.
Basso e batteria, basso e batteria, basso e batteria.
Sintetizzatore.
ISOLATION
(1980)
martedì 12 gennaio 2010
Pride, pride baby, pride-pride.mp3
IO: mamma, sono gay!
MYMOTHER: oggi fa molto freddo, vero?
IO: ma…
MYMOTHER: sì, copriti bene.
IO: ma è estate, ci sono 30 gradi all'ombra!
MYMOTHER: ssh, dormi adesso, da brava..
IO: ma è mezzogiorno!
MYMOTHER: come vola il tempo…
IO: …
IO: babbo, sono gay!
MYFATHER: e quindi?
IO: ma…
MYFATHER: sei anche fuori corso, no?
IO: boh, un po'…
MYFATHER: da 4 anni.
IO: come vola il tempo…
MYFATHER: ...
LEI: ma, tipo, tu sei gay?
IO: all'occorrenza.
LEI: cioè? ti piacciono anche le donne?
IO: le valide alternative, soprattutto.
LEI: quindi sei bi?
IO: boh… se vuoi..
LEI: ?
BI: io posso chiamarti ci?
CI: ?
MYMOTHER: oggi fa molto freddo, vero?
IO: ma…
MYMOTHER: sì, copriti bene.
IO: ma è estate, ci sono 30 gradi all'ombra!
MYMOTHER: ssh, dormi adesso, da brava..
IO: ma è mezzogiorno!
MYMOTHER: come vola il tempo…
IO: …
IO: babbo, sono gay!
MYFATHER: e quindi?
IO: ma…
MYFATHER: sei anche fuori corso, no?
IO: boh, un po'…
MYFATHER: da 4 anni.
IO: come vola il tempo…
MYFATHER: ...
LEI: ma, tipo, tu sei gay?
IO: all'occorrenza.
LEI: cioè? ti piacciono anche le donne?
IO: le valide alternative, soprattutto.
LEI: quindi sei bi?
IO: boh… se vuoi..
LEI: ?
BI: io posso chiamarti ci?
CI: ?
lunedì 4 gennaio 2010
Accademia della Crusca?
ma parlare è transitivo solo con le lingue?
e dio è il genitivo di o?
...
COMMENTATORE ANONIMO
e dio è il genitivo di o?
...
COMMENTATORE ANONIMO
domenica 3 gennaio 2010
genetliaco (purtroppo il post sarà zeppo di dio)

quelli che credono nell'esistenza di dio e quelli che non ci credono. quelli che ci credono, se ne sbattono. di dio. sanno che c'è, che sta là, che si fa più o meno i fatti suoi (a seconda delle latitudini) e che è grande, grandissimo, un gigante. dio, insomma. quelli che non ci credono invece si assillano più o meno quotidianamente (a seconda delle latitudini). circa dio. e poi vabbé (o va bè) ci sono le chiese. ma parlavo di altre cose.
la differenza tra il dare e l'avere è solo un numero per chi nei numeri cerca solo la bella curva del 2, l'eleganza del 7, la virilità dell'1. a dare senso ci pensiamo noi con gli occhiali.
non parliamo la stessa lingua. baciamo la stessa lingua.
quella di rino gaetano è solo una tarantella.
Chi ben comincia.

- ricorda sempre che io sono quella che una sera ti ha aperto le gambe e poco dopo se l'è fatte aprire da uno assai più scaltro di te.
- davvero?
- eh, non te lo ricordi?
- non me l'avevi detto.
- sicura?
- no.
- mi sarà uscito di mente…
- non cambi mai.
- va bene, comprerò un'agenda, se è questo che vuoi!
- sì, stai zitta adesso, continua, te la regalo io.
- lo dici sempre.
- continua.
- lo dici sempre.
- e tu continua.
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