Consuelo sostiene che non dovrei pensare continuamente al sesso.
- è così novecentesco, basta!
- ma io non ci penso mai!
- sicura? e tutte quelle menate freudiane che scrivi?
- boh, sarà sociale.
- no, sei solo fissata.
Consuelo mi chiede continuamente di fare sesso:
- oggi?
- no, ho palestra fino a tardi.
- domani?
- no, sono fuori.
- sabato?
- che ne so, è solo martedì.
- cazzo, ma non te ne frega niente? pensi solo a te stessa.
- boh, sarà sociale.
- fanculo.
Consuelo viaggia molto, ma ne parla troppo.
io sostengo che non dovrebbe viaggiare continuamente.
ma solo perché i suoi racconti mi annoiano. come tutti i preliminari inutili, del resto.
- mi sento Ulisse.
- ah si?
- anche un poco Kerouac.
- bello un poco Kerouac.
- bello?
- lascia perdere.
se Consuelo non tentasse continuamente di demolire il mio ego per i motivi sbagliati,
forse tra una scopata e l'altra ci parlerei. almeno per dirle che, semmai, si tratta di menate
adleriane.
giovedì 17 dicembre 2009
domenica 15 novembre 2009
Devo imparare a giocare a scacchi
La tipa mi ha detto che è finita perchè lei è etero.
Avrei dovuto immaginarlo, ultimamente insisteva affinchè nell'intimità mettessi due bei baffi finti. "Ti stanno benissimo", ripeteva.
E poi, ora che ci penso, quella volta che le ho chiesto di regalarmi della biancheria ha optato per un paio di boxer a righe. Blu. Carini eh, per carità, però...
Ah, e poi mi mandava continuamente dei messaggi che alludevano alla sua vera natura sessuale. Per esempio, ad una festa ad agosto, circondata da possenti statue falliche fluttuanti, come un'ossessa diceva: "che figo, che figo, sono felice".
Già.
Ma anche quell'amore così smisurato per il fumo avrebbe dovuto insospettirmi. Fumare, fumare, sempre fumare.
DISCUSSIONE SOLITA
IO - Oh, io ho fame.
LEI - Fumiamo?
IO - ...
IO - Andiamo al mare?
LEI - Fumiamo?
IO - ...
IO - Cinema? Una corsa?
LEI - Fumiamo?
IO - Cazzo!
LEI - Dove, dove??
E poi la sera che l'ho vista con quel signore, un po' imbarazzata (viola), mi ha detto:
- Lui è mio padre.
E io - Ma non era morto?
E lei - Scusa, ho lasciato il ferro da stiro attaccato.
E io - Ma tu non stiri!
E lei - Non sai niente di me!
E io - Beh...
I miei amici gay sono molto indignati, temono possa deprimermi per la causa comunitaria e allora propongono, in ordine:
1° il biondo. No, non un bel maschietto biondo, sebbene spesso possa aiutare (e loro lo sanno bene), ma il biondo Madonna, il biondo salva felicità, il biondo panacea per tutti i mali!
2° la Spagna, ovviamente.
3° le droghe. Perchè è necessario tesoro, dobbiamo essere gay per essere gay!
4° il sesso. Amore, il sesso ti salverà, usa il tuo corpo, metti questo bracciale fucsia, aspetta che apro la porta, ho una sorpresa per te, lei è Gianna, io vado a preparare il caffè, mettete quel film, il divano è tutto per voi.
Insomma.
Il mio amico sballone mi ha regalato un po' di hashish dicendo "la gente non capisce un cazzo, non può capire un cazzo di te, fottitene!".
Io intanto mi sono accorta di una cosa: a dispetto di ogni legislazione, i gay si sono sempre sposati.
Avrei dovuto immaginarlo, ultimamente insisteva affinchè nell'intimità mettessi due bei baffi finti. "Ti stanno benissimo", ripeteva.
E poi, ora che ci penso, quella volta che le ho chiesto di regalarmi della biancheria ha optato per un paio di boxer a righe. Blu. Carini eh, per carità, però...
Ah, e poi mi mandava continuamente dei messaggi che alludevano alla sua vera natura sessuale. Per esempio, ad una festa ad agosto, circondata da possenti statue falliche fluttuanti, come un'ossessa diceva: "che figo, che figo, sono felice".
Già.
Ma anche quell'amore così smisurato per il fumo avrebbe dovuto insospettirmi. Fumare, fumare, sempre fumare.
DISCUSSIONE SOLITA
IO - Oh, io ho fame.
LEI - Fumiamo?
IO - ...
IO - Andiamo al mare?
LEI - Fumiamo?
IO - ...
IO - Cinema? Una corsa?
LEI - Fumiamo?
IO - Cazzo!
LEI - Dove, dove??
E poi la sera che l'ho vista con quel signore, un po' imbarazzata (viola), mi ha detto:
- Lui è mio padre.
E io - Ma non era morto?
E lei - Scusa, ho lasciato il ferro da stiro attaccato.
E io - Ma tu non stiri!
E lei - Non sai niente di me!
E io - Beh...
I miei amici gay sono molto indignati, temono possa deprimermi per la causa comunitaria e allora propongono, in ordine:
1° il biondo. No, non un bel maschietto biondo, sebbene spesso possa aiutare (e loro lo sanno bene), ma il biondo Madonna, il biondo salva felicità, il biondo panacea per tutti i mali!
2° la Spagna, ovviamente.
3° le droghe. Perchè è necessario tesoro, dobbiamo essere gay per essere gay!
4° il sesso. Amore, il sesso ti salverà, usa il tuo corpo, metti questo bracciale fucsia, aspetta che apro la porta, ho una sorpresa per te, lei è Gianna, io vado a preparare il caffè, mettete quel film, il divano è tutto per voi.
Insomma.
Il mio amico sballone mi ha regalato un po' di hashish dicendo "la gente non capisce un cazzo, non può capire un cazzo di te, fottitene!".
Io intanto mi sono accorta di una cosa: a dispetto di ogni legislazione, i gay si sono sempre sposati.
venerdì 6 novembre 2009
Due parole
Bastavano due parole: voglio scoparti. Due.
Voglio.
Scoparti.
Non mi sembra difficile, eppure... Mi trovavo in una di quelle situazioni afrodisiache tipo una domenica pomeriggio autunnale. Ho preso il telefono e mi sono domandata: chi? Scorro: questo no, no, per carità, naaaaa, questa si attacca, questo potrei, accidenti è a Firenze, lei è très loin, quello si è fidanzato da poco, no, no, no. Lo so, dovrei cercare di mantenere dei buoni rapporti con gli amanti, accidenti!
Twee twee, un sms. So chi è, la noia fa lo stesso effetto anche a lui.
- Ci vediamo?
Rispondo: per cosa? (rispondi per scopare, rispondi per scopare, rispondi per scopare!)
- Per vederci.
Rispondo: stai bene?
- Sì. Non posso aver voglia di vederti?
Rispondo (e sono sconvolta): oggi è domenica. E io mi sto annoiando.
- E io ho voglia di vederti
Non rispondo più.
Voglio.
Scoparti.
Non mi sembra difficile, eppure... Mi trovavo in una di quelle situazioni afrodisiache tipo una domenica pomeriggio autunnale. Ho preso il telefono e mi sono domandata: chi? Scorro: questo no, no, per carità, naaaaa, questa si attacca, questo potrei, accidenti è a Firenze, lei è très loin, quello si è fidanzato da poco, no, no, no. Lo so, dovrei cercare di mantenere dei buoni rapporti con gli amanti, accidenti!
Twee twee, un sms. So chi è, la noia fa lo stesso effetto anche a lui.
- Ci vediamo?
Rispondo: per cosa? (rispondi per scopare, rispondi per scopare, rispondi per scopare!)
- Per vederci.
Rispondo: stai bene?
- Sì. Non posso aver voglia di vederti?
Rispondo (e sono sconvolta): oggi è domenica. E io mi sto annoiando.
- E io ho voglia di vederti
Non rispondo più.
venerdì 19 giugno 2009
Tre riprese da tre minuti abbondanti
La scelta della location fu infelice: le città termali sono luoghi per vecchi rincoglioniti.
Era l’ultimo giorno dello stage di boxe a Chianciano Terme.
Da un bel po' di tempo uno che, a occhio, doveva essere un mediomassimo, mi guardava da lontano. “Perché no?” mi dico, “questa lezione è una noia.” Lo raggiungo, non c’è molto tempo. Mi viene incontro. Ha il passo leggero del pugile ballerino, di quelli che picchiano e poi scappano, di quelli che non rimangono. “Perfetto per l’occasione”, penso.
Da vicino è più bello.
“Ciao.”
“Ciao. ” sorriso luminoso, sguardo pulito, spalle come piacciono a me. “Ma quando combatti il piercing lo togli da lì?”
Sorrido. “No, tanto i pugni non arrivano, io le butto giù subito!” Mi diverte fare la spavalda. Lui ride. Chiacchieriamo: la passione per la boxe, l’adrenalina sul ring, il tempo delle riprese che non passa mai, che si fa più lento, 16 incontri, io 4, brescia, io palermo, lavoro, io studio, le fidanzate mi mollano perché sto sempre in palestra, ti capisco, la dieta è terribile, la fame del pugile è terribile, million dollar baby finisce male, sì ma l’inizio è figo, le ragazze della mia palestra sono maschi, cambia palestra, ho voglia di baciarti il piercing, spostiamoci, sposiamoci, intanto spostiamoci.
Era l’ultimo giorno dello stage di boxe a Chianciano Terme.
Da un bel po' di tempo uno che, a occhio, doveva essere un mediomassimo, mi guardava da lontano. “Perché no?” mi dico, “questa lezione è una noia.” Lo raggiungo, non c’è molto tempo. Mi viene incontro. Ha il passo leggero del pugile ballerino, di quelli che picchiano e poi scappano, di quelli che non rimangono. “Perfetto per l’occasione”, penso.
Da vicino è più bello.
“Ciao.”
“Ciao. ” sorriso luminoso, sguardo pulito, spalle come piacciono a me. “Ma quando combatti il piercing lo togli da lì?”
Sorrido. “No, tanto i pugni non arrivano, io le butto giù subito!” Mi diverte fare la spavalda. Lui ride. Chiacchieriamo: la passione per la boxe, l’adrenalina sul ring, il tempo delle riprese che non passa mai, che si fa più lento, 16 incontri, io 4, brescia, io palermo, lavoro, io studio, le fidanzate mi mollano perché sto sempre in palestra, ti capisco, la dieta è terribile, la fame del pugile è terribile, million dollar baby finisce male, sì ma l’inizio è figo, le ragazze della mia palestra sono maschi, cambia palestra, ho voglia di baciarti il piercing, spostiamoci, sposiamoci, intanto spostiamoci.
mercoledì 28 gennaio 2009
Sull'incomprensione
Laboratorio di analisi. Sala d’attesa colma di gente triste. Allo sportello l’impiegata è comprensibilmente scoglionata. Arrivo io. È luglio e sono bella da morire. Un po’ perché lo sono davvero, un po’ per la legge del contrasto. Sorrido beffarda a quelle facce gialline e penso “ se resto troppo tempo qui, mi ammalo”. Il mio turno arriva presto. Mi avvicino alla depressa, certa di averla già ben disposta con il mio profumo Cartier. “Vive la France”, penso mentre le si illumina finalmente lo sguardo. Mi chiede cosa devo fare e dico “test di gravidanza”. Si trasforma. Comincia a sorridermi con dolcezza. Ho già capito: è sensibile alla maternità e la menopausa precoce le fa vedere una meravigliosa pancia tonda in luogo del mio addome quasi piatto; sta disegnando un quadretto familiare perfetto ed è una cattolica bigotta, me lo sento. Mi porge il barattolo dove devo fare la pipì e sembra voglia dirmi “coraggio, vedrà che sarà la volta buona”. Vado in bagno molto divertita. Perché penso alla faccia che farebbe se le dicessi che il test mi serve per un incontro di boxe. Con il mio visino da donna mansueta potrei dirle “sa, il fottuto test che mi porta in questo posto orribile è il mio lasciapassare per il ring, dove mi giocherò il naso e forse pure il cervello. E poi scopo con le donne ultimamente, quindi… ”. Quando le consegno il contenitore è difficile non gridarle “la smetta di sorridermi, è pipì!”. Si risiede sulla sedia girevole, pigia veloce i tasti sulla tastiera e poi mi sussurra “posso farle avere il risultato più tardi, se vuole ”. È così fiera e contenta di mostrare il suo potere di sportellista a una donna che secondo il suo banale film spera di avere un figlio, che io non posso far altro che sfoderare il mio grazie più falso. E mentre penso “non hai capito un cazzo!” lei continua a fissarmi. Poi si infila una mano nel camice ed estrae un biglietto da visita che mi porge. C’è scritto Dott.ssa Carla Tarsi. Mi dice “chiamami, se ti va. Vorrei conoscerti meglio”. Il gay radar suona. Biascico un si. Non avevo capito un cazzo.
lunedì 5 gennaio 2009
Se si deve essere solo felici...
Aridaje! Uno confessa di stare male e tutti ad elargire pacche sulle spalle! Un po’ di sana tristezza-malinconia-nostalgia fa bene! Ecco perché poi uno si imbarazza a dire che sta male, perché è tutto un invito a star bene, a sorridere (ma de ghè?), a festeggiare, a cazzeggiare. E ci sta, ma rivendico la mia libertà di struggermi, di fare le mie riflessioni pesanti. La vita è bella e blablabla, lo sappiamo tutti, e chi scrive è una viveur appassionata, ma se puede llorar un poquito ? Sempre meglio del sorriso ebete-buddista a tutti i costi, no?
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